Gli scritti presentati in questo volume segnano l’inizio e la fine del periodo più importante della vita di Benedetto Castelli, almeno dal punto di vista del suo contributo alla diffusione e al progresso della nuova scienza galileiana. Nella seconda metà del 1624 Castelli fu chiamato, in qualità di matematico di fiducia di Urbano VIII, ad affiancare il cardinale Ottavio Corsini nella visita alle province di Ferrara, Ravenna e Bologna, il cui scopo era saggiare la fattibilità della diversione del Reno nel Po. Nelle intenzioni del pontefice, questo progetto idraulico avrebbe dovuto risolvere una volta per tutte la controversia tra le due città. Dopo la missione - da cui origina la prima delle due opere edite qui, ossia l’editio princeps del trattato Della misura delle acque correnti (1628) – nel 1626 Castelli lasciò Pisa, dove occupava la cattedra di matematica dello Studio, per trasferirsi definitivamente a Roma. Poco dopo fu nominato lettore di matematica alla Sapienza, incarico che ricoprì fino alla morte. La fine degli anni trenta vide inoltre un’intensificazione dell’attività scientifica di Castelli nella direzione di un ampliamento de confini della filosofia naturale galileiana. Da questo sforzo originano gli scritti raccolti sotto il titolo di 'Alcuni opuscoli filosofici'.

(2018). Della misura dell'acque correnti. Alcuni opuscoli filosofici . Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/147985

Della misura dell'acque correnti. Alcuni opuscoli filosofici

Ricciardo, Salvatore
2018-01-01

Abstract

Gli scritti presentati in questo volume segnano l’inizio e la fine del periodo più importante della vita di Benedetto Castelli, almeno dal punto di vista del suo contributo alla diffusione e al progresso della nuova scienza galileiana. Nella seconda metà del 1624 Castelli fu chiamato, in qualità di matematico di fiducia di Urbano VIII, ad affiancare il cardinale Ottavio Corsini nella visita alle province di Ferrara, Ravenna e Bologna, il cui scopo era saggiare la fattibilità della diversione del Reno nel Po. Nelle intenzioni del pontefice, questo progetto idraulico avrebbe dovuto risolvere una volta per tutte la controversia tra le due città. Dopo la missione - da cui origina la prima delle due opere edite qui, ossia l’editio princeps del trattato Della misura delle acque correnti (1628) – nel 1626 Castelli lasciò Pisa, dove occupava la cattedra di matematica dello Studio, per trasferirsi definitivamente a Roma. Poco dopo fu nominato lettore di matematica alla Sapienza, incarico che ricoprì fino alla morte. La fine degli anni trenta vide inoltre un’intensificazione dell’attività scientifica di Castelli nella direzione di un ampliamento de confini della filosofia naturale galileiana. Da questo sforzo originano gli scritti raccolti sotto il titolo di 'Alcuni opuscoli filosofici'.
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