Il ruolo «anomalo», o forse indefinito, del presidente del Consiglio – all’interno di una forma di governo non certo forte –, sprovvisto di robuste responsabilità costituzionali, è uno dei tratti più significativi, e più problematici, dell’istituzione di vertice dello Stato italiano, tanto che l’Italia è uno dei pochi paesi occidentali in cui si è utilizzata una considerevole varietà di espressioni per definire tale modello di esecutivo: «presidenzialismo atipico», «semipresidenzialismo con governo di partito residuale», «primoministeriale», «pseudo presidenzializzazione», presidenzialista in una «democrazia di investitura rafforzata». Tale situazione ha reso spesso evidente nella storia repubblicana la torsione deformante, ma anche adattiva, del ruolo del presidente del Consiglio. Quindi, la ragione di questo lavoro corale consiste nel riprendere i fili del discorso e dare sistematicità ad un argomento di indagine, come il ruolo governativo-istituzionale del presidente del Consiglio, che, a differenza di altri organi di vertice dello Stato, non ha ancora trovato un’adeguata attenzione sulla lunga durata. Infatti, la produzione scientifica storica, giuridica e politologica si è occupata solo parzialmente di questo organo - che ha una storia pari a quella dello Stato italiano - nel suo originale continuum dal rafforzamento nella prassi durante l’età liberale, passando attraverso il fascismo, a quella democratica, fino al rapporto con le istituzioni europee. Per questi motivi, il volume vuole definire, non solo un terreno di confronto tra le varie discipline scientifiche, ma ha anche l’ambizione di fornire un’analisi sistematica sui variegati aspetti istituzionali e teorico–istituzionali, sulle connessioni politiche e amministrative che hanno caratterizzato il ruolo del presidente del Consiglio, all’interno, e all’esterno, dell’esecutivo.

(2019). Il Presidente del Consiglio dei ministri dallo Stato liberale all'Unione europea [edited book - curatela]. Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/170363

Il Presidente del Consiglio dei ministri dallo Stato liberale all'Unione europea

Tedoldi, Leonida
2019-01-01

Abstract

Il ruolo «anomalo», o forse indefinito, del presidente del Consiglio – all’interno di una forma di governo non certo forte –, sprovvisto di robuste responsabilità costituzionali, è uno dei tratti più significativi, e più problematici, dell’istituzione di vertice dello Stato italiano, tanto che l’Italia è uno dei pochi paesi occidentali in cui si è utilizzata una considerevole varietà di espressioni per definire tale modello di esecutivo: «presidenzialismo atipico», «semipresidenzialismo con governo di partito residuale», «primoministeriale», «pseudo presidenzializzazione», presidenzialista in una «democrazia di investitura rafforzata». Tale situazione ha reso spesso evidente nella storia repubblicana la torsione deformante, ma anche adattiva, del ruolo del presidente del Consiglio. Quindi, la ragione di questo lavoro corale consiste nel riprendere i fili del discorso e dare sistematicità ad un argomento di indagine, come il ruolo governativo-istituzionale del presidente del Consiglio, che, a differenza di altri organi di vertice dello Stato, non ha ancora trovato un’adeguata attenzione sulla lunga durata. Infatti, la produzione scientifica storica, giuridica e politologica si è occupata solo parzialmente di questo organo - che ha una storia pari a quella dello Stato italiano - nel suo originale continuum dal rafforzamento nella prassi durante l’età liberale, passando attraverso il fascismo, a quella democratica, fino al rapporto con le istituzioni europee. Per questi motivi, il volume vuole definire, non solo un terreno di confronto tra le varie discipline scientifiche, ma ha anche l’ambizione di fornire un’analisi sistematica sui variegati aspetti istituzionali e teorico–istituzionali, sulle connessioni politiche e amministrative che hanno caratterizzato il ruolo del presidente del Consiglio, all’interno, e all’esterno, dell’esecutivo.
curatela (libro)
2019
Tedoldi, Leonida
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