Forgotten by the more or less worthy heirs of the tradition of the labour movement, Marx is instead read, quoted and celebrated by the media of world big finance, from the 'Economist' to the 'Financial Times'. An only apparent paradox, which can be explained by the growing interest of the ruling classes in the great ambition of the Marxian scientific method: to unravel the 'laws' of motion of capitalism in order to attempt to anticipate its trajectories. The most relevant of these 'laws' originates from the fierce competition between capital that every day on the markets determines winners and losers, with the former 'killing and eating' the latter: it is the so-called tendency towards the centralisation of capital in fewer and fewer hands, which unprecedented research techniques now make it possible to verify empirically. But this trend does not only concern the economic sphere. Its disruptive force acts at all levels and contributes to delineating the distinctive features of this threat-filled time: from the decline of liberal democracies to imperialist upsurges and the new winds of global war.

Dimenticato dagli eredi più o meno degni della tradizione del movimento operaio, Marx viene invece letto, citato e celebrato dagli organi di stampa della grande finanza mondiale, dall’“Economist” al “Financial Times”. Un paradosso solo apparente, che si spiega con il crescente interesse delle classi dominanti verso la grande ambizione del metodo scientifico marxiano: disvelare le “leggi” di movimento del capitalismo per tentare di anticipare le sue traiettorie. La più rilevante di queste “leggi” trae origine dalla feroce competizione tra capitali che ogni giorno sui mercati determina vincitori e vinti, con i primi che “uccidono e mangiano” i secondi: è la cosiddetta tendenza verso la centralizzazione dei capitali in sempre meno mani, che inedite tecniche di ricerca consentono oggi di verificare empiricamente. Ma questa tendenza non riguarda solo la sfera economica. La sua forza dirompente agisce a tutti i livelli e contribuisce a delineare i tratti distintivi di questo tempo carico di minacce: dal declino delle democrazie liberali alle recrudescenze imperialiste, fino ai nuovi venti di guerra globale.

(2022). La guerra capitalista. Competizione, centralizzazione, nuovo conflitto imperialista . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/231129

La guerra capitalista. Competizione, centralizzazione, nuovo conflitto imperialista

Lucarelli, Stefano
2022

Abstract

Dimenticato dagli eredi più o meno degni della tradizione del movimento operaio, Marx viene invece letto, citato e celebrato dagli organi di stampa della grande finanza mondiale, dall’“Economist” al “Financial Times”. Un paradosso solo apparente, che si spiega con il crescente interesse delle classi dominanti verso la grande ambizione del metodo scientifico marxiano: disvelare le “leggi” di movimento del capitalismo per tentare di anticipare le sue traiettorie. La più rilevante di queste “leggi” trae origine dalla feroce competizione tra capitali che ogni giorno sui mercati determina vincitori e vinti, con i primi che “uccidono e mangiano” i secondi: è la cosiddetta tendenza verso la centralizzazione dei capitali in sempre meno mani, che inedite tecniche di ricerca consentono oggi di verificare empiricamente. Ma questa tendenza non riguarda solo la sfera economica. La sua forza dirompente agisce a tutti i livelli e contribuisce a delineare i tratti distintivi di questo tempo carico di minacce: dal declino delle democrazie liberali alle recrudescenze imperialiste, fino ai nuovi venti di guerra globale.
Brancaccio, Emiliano; Giammetti, Raffaele; Lucarelli, Stefano
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