La grammatica, in Occidente disciplina di studio antica e prestigiosa, esiste in Cina da solo un secolo e mezzo: proprio nel 1859 compare il primo testo grammaticale redatto in lingua cinese, un semplice manuale di latino. Prima di allora, la pur solida tradizione cinese di studi linguistici non aveva inventato quasi alcuna categoria sintattica propria. Il processo di introduzione dello studio grammaticale in Cina si intreccia alle vicende politiche e sociali che hanno caratterizzato gli ultimi decenni dell'Impero e i primi anni della Repubblica. Inizialmente, la crescente necessità di formare personale in grado di parlare le lingue straniere spinge a imparare acriticamente la grammatica occidentale. Solo alla fine dell'Ottocento quest'ultima è impiegata per descrivere anche la lingua cinese. Allora però, assieme allo scopo didattico, fini culturali e politici ne influenzano lo sviluppo: la grammatica diviene lo strumento con cui dar forma ad una lingua comune nazionale, parte della più ampia costruzione di una nuova identità. Mediante l'analisi della terminologia grammaticale, si comprende che accanto a problematiche culturali, l'impiego della grammatica in Cina pose anche sfide concettuali e lessicali, cui i linguisti diedero risposte differenti. Talora le loro soluzioni lessicali si presentano più rispettose della tradizione accademica, talora invece sono originali e decisamente variopinte e fantasiose. Infine, a partire dal 1924 si assiste ad una relativa stabilizzazione del lessico, in gran parte corrispondente a quello usato tutt'ora.

(2009). Lessico grammaticale in Cina (1859-1924) . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/239989

Lessico grammaticale in Cina (1859-1924)

Pellin, Tommaso
2009-01-01

Abstract

La grammatica, in Occidente disciplina di studio antica e prestigiosa, esiste in Cina da solo un secolo e mezzo: proprio nel 1859 compare il primo testo grammaticale redatto in lingua cinese, un semplice manuale di latino. Prima di allora, la pur solida tradizione cinese di studi linguistici non aveva inventato quasi alcuna categoria sintattica propria. Il processo di introduzione dello studio grammaticale in Cina si intreccia alle vicende politiche e sociali che hanno caratterizzato gli ultimi decenni dell'Impero e i primi anni della Repubblica. Inizialmente, la crescente necessità di formare personale in grado di parlare le lingue straniere spinge a imparare acriticamente la grammatica occidentale. Solo alla fine dell'Ottocento quest'ultima è impiegata per descrivere anche la lingua cinese. Allora però, assieme allo scopo didattico, fini culturali e politici ne influenzano lo sviluppo: la grammatica diviene lo strumento con cui dar forma ad una lingua comune nazionale, parte della più ampia costruzione di una nuova identità. Mediante l'analisi della terminologia grammaticale, si comprende che accanto a problematiche culturali, l'impiego della grammatica in Cina pose anche sfide concettuali e lessicali, cui i linguisti diedero risposte differenti. Talora le loro soluzioni lessicali si presentano più rispettose della tradizione accademica, talora invece sono originali e decisamente variopinte e fantasiose. Infine, a partire dal 1924 si assiste ad una relativa stabilizzazione del lessico, in gran parte corrispondente a quello usato tutt'ora.
2009
Pellin, Tommaso
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