La vita ha un senso? Che cosa significa fiorire? Eva Feder Kittay affronta queste domande mostrando il limite implicito della filosofia tradizionale: l’aver ignorato che gli esseri umani vivono in condizioni di dipendenza reciproca e attraverso un corpo vulnerabile, mutevole e situato. La disabilità, exemplum di questa dipendenza quale struttura universale dell’umano, diviene la lente critica con cui mettere in discussione la centralità della razionalità, le idee convenzionali di giustizia e cura e la stessa nozione di persona. In Learning from My Daughter (Oxford University Press, 2019, PROSE Award for Philosophy), Kittay, a partire dalla relazione con la figlia Sesha, una donna con disabilità intellettiva grave, intreccia la voce narrante autobiografica con il rigore critico proprio dell’indagine filosofica per fondare una teoria della cura come deliberazione morale, pratica incarnata e forma di conoscenza affettiva. L’edizione critica italiana, curata da Mabel Giraldo, offre una lettura sistematica e contestualizzata del pensiero di Kittay, accompagnata da un saggio introduttivo e da un apparato interpretativo che ne evidenziano la rilevanza filosofica, etica e pedagogica.
(2025). Imparando da mia figlia. Il valore e la cura delle "menti" con disabilità . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/311507
Imparando da mia figlia. Il valore e la cura delle "menti" con disabilità
Giraldo, Mabel
2025-01-01
Abstract
La vita ha un senso? Che cosa significa fiorire? Eva Feder Kittay affronta queste domande mostrando il limite implicito della filosofia tradizionale: l’aver ignorato che gli esseri umani vivono in condizioni di dipendenza reciproca e attraverso un corpo vulnerabile, mutevole e situato. La disabilità, exemplum di questa dipendenza quale struttura universale dell’umano, diviene la lente critica con cui mettere in discussione la centralità della razionalità, le idee convenzionali di giustizia e cura e la stessa nozione di persona. In Learning from My Daughter (Oxford University Press, 2019, PROSE Award for Philosophy), Kittay, a partire dalla relazione con la figlia Sesha, una donna con disabilità intellettiva grave, intreccia la voce narrante autobiografica con il rigore critico proprio dell’indagine filosofica per fondare una teoria della cura come deliberazione morale, pratica incarnata e forma di conoscenza affettiva. L’edizione critica italiana, curata da Mabel Giraldo, offre una lettura sistematica e contestualizzata del pensiero di Kittay, accompagnata da un saggio introduttivo e da un apparato interpretativo che ne evidenziano la rilevanza filosofica, etica e pedagogica.| File | Dimensione del file | Formato | |
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