L’imprevedibilità creativa del gruppo costituisce il cuore a cui la psicomotricità educativa guarda con attenzione: essa articola vincoli e risorse, libertà e responsabilità, autopoiesi e regole contestuali. Il gruppo educativo favorisce infatti nei bambini l’esperienza di spunti d’azione più liberi dalle condizioni sperimentate nell’attaccamento familiare. Sostenuti dalla finzione del gioco e grazie alla suddivisione delle azioni fra i vari partecipanti, nei giochi di gruppo i bambini ampliano la consapevolezza di sé, di come possano influenzare gli altri, di quanto a loro volta possano o debbano lasciarsi motivare. Quando l’educatore psicomotricista è adeguatamente formato ad «abitare la distanza» nell’interazione con i singoli bambini e con il gruppo nel suo insieme, il semplice giocare con altri in gruppo diventa esperienza fondante la socialità. La capacità di dare fiducia agli altri si acquisisce proprio grazie ai giochi di scambio, condivisione, opposizione e aggiustamento in gruppo, in cui la spontaneità e la pienezza della propria corporeità in-situazione possono essere esplorate ed espresse. E questo è in definitiva il valore educativo, il punto di partenza ma allo stesso tempo di arrivo della psicomotricità educativa: interagire muovendo dalla propria corporeità, sentita e comunicata in circolo con gli altri. Quali siano le potenzialità educative della psicomotricità, ovverosia di un ap-proccio psico-corporeo all’educazione dei giovani, è ciò di cui tratta questo libro. Il gruppo, come già riconosciuto dai classici della sociologia come Durkeim, è il nodo nel quale si intrecciano la dimensione individuale-soggettiva con quella sociale-oggettiva. Ecco perché i contributi qui presentati pongono al centro di ciascun approfondimento proprio la dimensione gruppale dell’interazione umana, una dimensione che è come la cinghia di trasmissione fra individuo e collettivo.

(2025). Gruppo e psicomotricità [edited book - curatela]. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/317753

Gruppo e psicomotricità

Zatti, Alberto;
2025-01-01

Abstract

L’imprevedibilità creativa del gruppo costituisce il cuore a cui la psicomotricità educativa guarda con attenzione: essa articola vincoli e risorse, libertà e responsabilità, autopoiesi e regole contestuali. Il gruppo educativo favorisce infatti nei bambini l’esperienza di spunti d’azione più liberi dalle condizioni sperimentate nell’attaccamento familiare. Sostenuti dalla finzione del gioco e grazie alla suddivisione delle azioni fra i vari partecipanti, nei giochi di gruppo i bambini ampliano la consapevolezza di sé, di come possano influenzare gli altri, di quanto a loro volta possano o debbano lasciarsi motivare. Quando l’educatore psicomotricista è adeguatamente formato ad «abitare la distanza» nell’interazione con i singoli bambini e con il gruppo nel suo insieme, il semplice giocare con altri in gruppo diventa esperienza fondante la socialità. La capacità di dare fiducia agli altri si acquisisce proprio grazie ai giochi di scambio, condivisione, opposizione e aggiustamento in gruppo, in cui la spontaneità e la pienezza della propria corporeità in-situazione possono essere esplorate ed espresse. E questo è in definitiva il valore educativo, il punto di partenza ma allo stesso tempo di arrivo della psicomotricità educativa: interagire muovendo dalla propria corporeità, sentita e comunicata in circolo con gli altri. Quali siano le potenzialità educative della psicomotricità, ovverosia di un ap-proccio psico-corporeo all’educazione dei giovani, è ciò di cui tratta questo libro. Il gruppo, come già riconosciuto dai classici della sociologia come Durkeim, è il nodo nel quale si intrecciano la dimensione individuale-soggettiva con quella sociale-oggettiva. Ecco perché i contributi qui presentati pongono al centro di ciascun approfondimento proprio la dimensione gruppale dell’interazione umana, una dimensione che è come la cinghia di trasmissione fra individuo e collettivo.
curatela (libro)
2025
Zatti, Alberto; Bravo, Lucrezia
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Zatti_il Gruppo in psicomotricita_17x24.pdf

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