Negli ultimi decenni un rinnovato interesse per la storia degli archivi, intesi sia nell’accezione di fondi documentari sia in quella di istituti e luoghi di conservazione, ha coinvolto in Italia e in ambito internazionale un numero crescente di storici e archivisti. Una storia degli archivi che non ha come unico obiettivo quello di ricostruire la storia delle carte fine a se stessa, ma semmai – come sottolinea Stefano Vitali nella prefazione che accompagna il volume – «di cogliere nell’archivio le tracce dei molteplici fattori che, nel corso del tempo, contribuiscono a plasmarlo e a trasformarlo, a partire da quelli di carattere materiale e di tecnica archivistica … per giungere a quelli di carattere politico istituzionale, ma anche culturale e latamente sociale» (p. XXI). Il volume di Marco Lanzini si inserisce appieno in tale contesto di ricerca. Nei sei capitoli che compongono l’opera, l’autore ripercorre, sulla scorta di una ricca documentazione archivistica in gran parte inedita e della pubblicistica dell’epoca, le vicende degli archivi milanesi prodotti dagli uffici governativi e dalle magistrature locali tra Settecento e Ottocento. Mediante un assiduo confronto tra la storia degli archivi «nella loro duplice accezione di fondi e di istituti» (p. XL) e quella degli archivisti, coinvolti nelle trasformazioni che investirono la loro professionalità tra antico regime e pieno Ottocento, Lanzini individua le fasi cruciali che caratterizzano l’organizzazione e l’assetto degli archivi lombardi nei periodi del riformismo asburgico, della dominazione napoleonica e della successiva Restaurazione, fornendo una chiave di lettura unitaria delle vicende archivistiche indagate.

(2019). L'utile oggetto di ammassare notizie. Archivi e archivisti a Milano tra Settecento e Ottocento . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/321157

L'utile oggetto di ammassare notizie. Archivi e archivisti a Milano tra Settecento e Ottocento

Lanzini, Marco
2019-01-01

Abstract

Negli ultimi decenni un rinnovato interesse per la storia degli archivi, intesi sia nell’accezione di fondi documentari sia in quella di istituti e luoghi di conservazione, ha coinvolto in Italia e in ambito internazionale un numero crescente di storici e archivisti. Una storia degli archivi che non ha come unico obiettivo quello di ricostruire la storia delle carte fine a se stessa, ma semmai – come sottolinea Stefano Vitali nella prefazione che accompagna il volume – «di cogliere nell’archivio le tracce dei molteplici fattori che, nel corso del tempo, contribuiscono a plasmarlo e a trasformarlo, a partire da quelli di carattere materiale e di tecnica archivistica … per giungere a quelli di carattere politico istituzionale, ma anche culturale e latamente sociale» (p. XXI). Il volume di Marco Lanzini si inserisce appieno in tale contesto di ricerca. Nei sei capitoli che compongono l’opera, l’autore ripercorre, sulla scorta di una ricca documentazione archivistica in gran parte inedita e della pubblicistica dell’epoca, le vicende degli archivi milanesi prodotti dagli uffici governativi e dalle magistrature locali tra Settecento e Ottocento. Mediante un assiduo confronto tra la storia degli archivi «nella loro duplice accezione di fondi e di istituti» (p. XL) e quella degli archivisti, coinvolti nelle trasformazioni che investirono la loro professionalità tra antico regime e pieno Ottocento, Lanzini individua le fasi cruciali che caratterizzano l’organizzazione e l’assetto degli archivi lombardi nei periodi del riformismo asburgico, della dominazione napoleonica e della successiva Restaurazione, fornendo una chiave di lettura unitaria delle vicende archivistiche indagate.
2019
Lanzini, Marco
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