Il volume presenta una nuova edizione critico-ricostruttiva dell'Historia de antiquitate regum Norwagiensium, opera mediolatina composta tra il 1177 e il 1188 da un chierico norvegese celatosi sotto lo pseudonimo di Theodoricus. L'Historia narra in trentaquattro capitoli le vicende dei sovrani di Norvegia da Haraldr hárfagri (†932 ca.) a Sigurðr Jórsalafari (†1130), costituendo una delle più antiche testimonianze storiografiche scandinave. L'unico codice medievale che la tramandava, rinvenuto a Lubecca intorno al 1620 dall'erudito Johannes Kirchmann, andò perduto nel XVII secolo; il testo è sopravvissuto attraverso un insieme di trascrizioni seicentesche. Il presente lavoro propone, sulla base di un riesame dell'intera tradizione manoscritta, un nuovo testo critico, accompagnato dalla prima traduzione italiana a fronte, e da un esteso commento. L'introduzione ricostruisce le vicende ecdotiche dell'opera, delinea il profilo culturale dell'autore e ne indaga le fonti — scritturali, patristiche, storiografiche e letterarie — mettendo in luce la natura sincretica di un testo radicato nel panorama intellettuale europeo del XII secolo, al crocevia tra mondo nordico e tradizione culturale latina.
(2026). La Historia de antiquitate regum Norwagiensium di Theodoricus. Edizione critico-ricostruttiva, commento e traduzione italiana a fronte . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/330805 Retrieved from http://dx.doi.org/10.13122/978-88-97253-46-4
La Historia de antiquitate regum Norwagiensium di Theodoricus. Edizione critico-ricostruttiva, commento e traduzione italiana a fronte
Ghiroldi, Stefano
2026-07-13
Abstract
Il volume presenta una nuova edizione critico-ricostruttiva dell'Historia de antiquitate regum Norwagiensium, opera mediolatina composta tra il 1177 e il 1188 da un chierico norvegese celatosi sotto lo pseudonimo di Theodoricus. L'Historia narra in trentaquattro capitoli le vicende dei sovrani di Norvegia da Haraldr hárfagri (†932 ca.) a Sigurðr Jórsalafari (†1130), costituendo una delle più antiche testimonianze storiografiche scandinave. L'unico codice medievale che la tramandava, rinvenuto a Lubecca intorno al 1620 dall'erudito Johannes Kirchmann, andò perduto nel XVII secolo; il testo è sopravvissuto attraverso un insieme di trascrizioni seicentesche. Il presente lavoro propone, sulla base di un riesame dell'intera tradizione manoscritta, un nuovo testo critico, accompagnato dalla prima traduzione italiana a fronte, e da un esteso commento. L'introduzione ricostruisce le vicende ecdotiche dell'opera, delinea il profilo culturale dell'autore e ne indaga le fonti — scritturali, patristiche, storiografiche e letterarie — mettendo in luce la natura sincretica di un testo radicato nel panorama intellettuale europeo del XII secolo, al crocevia tra mondo nordico e tradizione culturale latina.| File | Dimensione del file | Formato | |
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