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Il database sulla Stampa nazionalista è stato realizzato nell’ambito del progetto di ricerca Per una storia del nazionalismo italiano diretto dal Prof. Roberto Pertici (Università degli studi di Bergamo) e finanziato dal PRIN 2010-2011, Pratiche, linguaggi e teorie della delegittimazione politica nell’Europa contemporanea. L’impostazione metodologica e i risultati storiografici della ricerca sono stati anticipati nel saggio: Federico Mazzei, Per una ricerca sulla stampa nazionalista (1909-1914) , in Nazione e anti-nazione, 2. Il movimento nazionalista dalla guerra di Libia al fascismo (1911-1923) , a cura di P.S. Salvatori, Viella, Roma 2016, pp. 35-62.

Il database classifica le riviste del nazionalismo italiano sulla base delle seguenti funzioni di ricerca: titolo; sottotitolo; periodicità; stampatore (tipografia); data e numero di inizio della pubblicazione; data e numero dell’ultima pubblicazione; città, regione e provincia; organi direttivi (direttore, gerente responsabile ed eventuali redattori); collaboratori principali; bibliografia (studi dedicati alla rivista); reperibilità (collocazione e coordinate bibliotecarie).

Le voci informative che compongono il database e le sue risultanze aggregate documentano l’eterogeneità della stampa nazionalista, sia di provenienza territoriale che di caratura ideologica. In totale sono censiti 130 periodici di differente localizzazione, durata e consistenza, espressioni del nazionalismo politico o di tendenza «variamente» nazionalista, che incrementano significativamente le quaranta testate della prima rassegna di Paola Maria Arcari del 1939 ( Le elaborazioni della dottrina politica nazionale fra l’Unità e l’intervento 1870-1914, Marzocco, Firenze 1934-1939, vol. III, pp. 67-119). Sono stati reperiti attraverso lo spoglio bibliografico di fonti secondarie (storiografia e memorialistica), cataloghi nazionali e regionali della stampa periodica, studi locali dedicati alla stampa nazionalista. La temporanea inaccessibilità ha invece impedito la consultazione di alcune segnature di periodici esclusivamente depositati presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze: in questi casi si è comunque provveduto a identificare la testata e a integrarne la schedatura con le informazioni ricavabili da fonti secondarie e da altri periodici.

Le novità storiograficamente più significative derivano dalle voci del database riguardanti l’organico redazionale (direttori e collaboratori) e la distribuzione spazio-temporale delle riviste. Dalle prime emerge un contributo non trascurabile all’individuazione di personalità tuttora poco valorizzate dalla storiografia, per le quali l’impegno giornalistico si coniugava a quello politico nei gruppi nazionalisti. Altrettanto rilevanti sono i criteri di classificazione geografica per città, regione e provincia, incrociabili alla cronologia e alla durata dei periodici. Evidenti risultano le coincidenze fra le periodizzazioni del nazionalismo organizzato e le varie «fioriture» di stampa nazionalista, che si collocano a ridosso di crisi internazionali come quella balcanica del 1908, la guerra di Libia, l’intervento dell’Italia nella prima guerra mondiale, la campagna del primo dopoguerra contro la pace di Versailles. Da rettificare è invece il dato della diffusione prettamente centro-settentrionale della stampa nazionalista: essa fu effettivamente tale fino al III Congresso dell’Associazione Nazionalista Italiana (ANI) del maggio 1914, ma già dalla mobilitazione interventista si verificò un’inversione di tendenza che nel primo dopoguerra si tradusse in una capillare meridionalizzazione di fogli e bollettini nazionalisti.

Dal repertorio, tuttavia, non si ricava una raccolta di dati puramente quantitativa: le sue acquisizioni introducono un approccio interpretativo che potremmo definire di “geografia e storia” del nazionalismo italiano attraverso la sua stampa minore. Un primo bilancio autorizza a rivedere il giudizio di Franco Gaeta che, limitando la sua antologia della stampa nazionalista a «L’Idea Nazionale» e a «Politica», ha inteso sottolineare la marginalità degli altri fogli nazionalisti, riscontrandovi il «riecheggiamento di motivi comuni, banalmente generici» e l’inconsistenza della categoria volpiana di «vario nazionalismo» di fronte al «vero nazionalismo» delle testate maggiori. L’ipotesi storiografica che ne emerge rafforzata, al contrario, identifica il nazionalismo italiano come un fenomeno non unitario e indifferenziato (a dispetto della sua monistica visione della nazione come collettività superiore) ma nettamente policentrico, espressione delle varie culture regionali e di un protagonismo periferico che lo rendeva intimamente legato alle tradizioni locali, in un rapporto spesso dialettico fra nazionalismo territoriale e «Roma capitale del nazionalismo». è una prospettiva più enunciata che realmente sviluppata dagli stessi studiosi che hanno profilato tale «interpretazione regionale» del nazionalismo italiano, ma già anticipata da un intellettuale nazionalista come Vittorio Cian, storico della letteratura e presidente del gruppo torinese dell’ANI, per il quale le radici del nazionalismo non risiedevano tanto nella cultura ufficiale dell’Italia unita, quanto nell’incontro di componenti regionali come il sabaudismo piemontese e il carduccianesimo emiliano.

Di questa ramificazione municipale del nazionalismo nell’Italia del primo Novecento, la prova più tangibile è costituita proprio dalla diffusione delle sue riviste, che per l’intera durata del movimento documenta la persistenza di una dialettica centro-periferica. Le identità regionali, infatti, non influenzarono soltanto la genesi del nazionalismo intellettuale, ma riemersero in sede politica nell’organizzazione dell’ANI. Già prima del Congresso di Firenze, il suo gruppo costituente dovette confrontarsi con la proliferazione di giornali nazionalisti locali e di differenze regionali a cui, dopo il 1910, non avrebbero mancato di richiamarsi neanche le più ortodosse riviste periferiche. L’analisi della stampa locale, in questo senso, permette di sondare la persistenza di peculiarità e resistenze territoriali nella dialettica interna dell’ANI, nonostante il processo di centralizzazione che avrebbe investito, con la pubblicazione dell’«Idea Nazionale» dal 1911, lo stesso giornalismo nazionalista.

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Data di pubblicazione Titolo Autore/i Tipologia Documento allegato
1-gen-2017 Database "Stampa Nazionalista" Mazzei, Federico 2.05 Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione::Database "Stampa Nazionalista"
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Tipologia
  • Database "Stampa Nazionalista"1
Autore
  • MAZZEI, Federico1
Data di pubblicazione
  • 20171
Editore
  • Università degli Studi di Bergamo1
Settore disciplinare
  • Settore M-STO/04 - Storia Contemporanea1
Lingua
  • ita1
Accesso al fulltext
  • no fulltext1
Appartenenza
  • Dipartimento di Lettere, Filosofia, Comunicazione1