Stari Bar, uno dei più grandi siti archeologici fortificati al mondo, si sviluppa su una collina rocciosa, inaccessibile su tre lati, posta ai piedi del monte Rumija. Questa posizione privilegiata e la presenza di sorgenti di acqua potabile, ne fecero un importante crocevia commerciale tra la costa e le zone interne dei Balcani. Le sue origini rimangono ancora incerte, anche se la tradizione le vuol far risalire al mondo illirico con una continuazione in età ellenistico-romana, ma solamente dopo il X secolo è attestato, in fonti documentarie più attendibili, un insediamento dal nome di Antibareos. La città, sede episcopale a partire dal 1089, fu inglobata dallo stato serbo nel 1183, per poi divenire colonia veneziana nel 1443. Il periodo di dominio della ‘Serenissima’ modificò sensibilmente il tessuto urbanistico e architettonico del borgo, conferendogli, in larga parte, l’odierno aspetto. Nel 1571, la cittadella passò ai Turchi Ottomani che la tennero fino al 1878, quando i Montenegrini la liberarono, arrecandole, tuttavia, gravi danni. L’abbandono del villaggio fortificato al termine del XIX secolo ha agevolato un certo processo di cristallizzazione dell’impianto edilizio e dei depositi archeologici, sia sepolti che in elevato. Anche se la maggioranza degli edifici permane allo stato di rudere, quale conseguenza del drammatico terremoto che colpì l’area nel 1979, la vecchia Bar rappresenta una meta interessante per gli studiosi poiché risulta ancora possibile attuare attività di studio di lettura della complessità urbana, di investigazione archeologica e di recupero monumentale. Sono, inoltre, evidenti le ricadute che una sua corretta valorizzazione e pubblica fruizione - rispettosa dei caratteri di autenticità e immune dalle tentazioni indotte da una tendenza diffusa verso la ricostruzione mimetica - potrebbero determinare sullo sviluppo della regione.

(2019). La cittadella di Stari Bar in Montenegro, tra conoscenza e conservazione. . Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/154264

La cittadella di Stari Bar in Montenegro, tra conoscenza e conservazione.

Cardaci, Alessio;Versaci, Antonella;Fauzia, Luca Renato
2019-01-01

Abstract

Stari Bar, uno dei più grandi siti archeologici fortificati al mondo, si sviluppa su una collina rocciosa, inaccessibile su tre lati, posta ai piedi del monte Rumija. Questa posizione privilegiata e la presenza di sorgenti di acqua potabile, ne fecero un importante crocevia commerciale tra la costa e le zone interne dei Balcani. Le sue origini rimangono ancora incerte, anche se la tradizione le vuol far risalire al mondo illirico con una continuazione in età ellenistico-romana, ma solamente dopo il X secolo è attestato, in fonti documentarie più attendibili, un insediamento dal nome di Antibareos. La città, sede episcopale a partire dal 1089, fu inglobata dallo stato serbo nel 1183, per poi divenire colonia veneziana nel 1443. Il periodo di dominio della ‘Serenissima’ modificò sensibilmente il tessuto urbanistico e architettonico del borgo, conferendogli, in larga parte, l’odierno aspetto. Nel 1571, la cittadella passò ai Turchi Ottomani che la tennero fino al 1878, quando i Montenegrini la liberarono, arrecandole, tuttavia, gravi danni. L’abbandono del villaggio fortificato al termine del XIX secolo ha agevolato un certo processo di cristallizzazione dell’impianto edilizio e dei depositi archeologici, sia sepolti che in elevato. Anche se la maggioranza degli edifici permane allo stato di rudere, quale conseguenza del drammatico terremoto che colpì l’area nel 1979, la vecchia Bar rappresenta una meta interessante per gli studiosi poiché risulta ancora possibile attuare attività di studio di lettura della complessità urbana, di investigazione archeologica e di recupero monumentale. Sono, inoltre, evidenti le ricadute che una sua corretta valorizzazione e pubblica fruizione - rispettosa dei caratteri di autenticità e immune dalle tentazioni indotte da una tendenza diffusa verso la ricostruzione mimetica - potrebbero determinare sullo sviluppo della regione.
2019
Italiano
Dalmazia e Montenegro. Le fortificazioni Venete del bacino nel Mediterraneo Orientale: procedure per la conoscenza e la documentazione digitale del patrimonio storico fortificato.
Parrinello, Sandro; Picchio, Francesca
978-88-6952-137-9
72
81
cartaceo
online
Italy
Pavia
Pavia University Press
comitato scientifico
Dalmazia e Montenegro. Le fortificazioni Venete nel Bacino del Mediterraneo Orientale. Procedure per la conoscenza e la Documentazione Digitale del Patrimonio Storico Fortificato
Verona, Bastione delle Maddalene
21 novembre 2019
Regione Veneto - Università di Pavia
internazionale
contributo
Settore ICAR/17 - Disegno
Settore ICAR/19 - Restauro
Rilievo 3D, Conservazione, Rappresentazione, Montenegro, Santa Caterina
testo scaricabile alla pagina http://www.paviauniversitypress.it/catalogo/dalmazia-e-montenegro/3590
info:eu-repo/semantics/conferenceObject
3
Cardaci, Alessio; Versaci, Antonella; Fauzia, Luca Renato
1.4 Contributi in atti di convegno - Contributions in conference proceedings::1.4.01 Contributi in atti di convegno - Conference presentations
reserved
Non definito
273
(2019). La cittadella di Stari Bar in Montenegro, tra conoscenza e conservazione. . Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/154264
File allegato/i alla scheda:
File Dimensione del file Formato  
2019 - Estratto Dalmazia e montenegro.pdf

Solo gestori di archivio

Versione: publisher's version - versione editoriale
Licenza: Licenza default Aisberg
Dimensione del file 9.4 MB
Formato Adobe PDF
9.4 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri
Pubblicazioni consigliate

Aisberg ©2008 Servizi bibliotecari, Università degli studi di Bergamo | Terms of use/Condizioni di utilizzo

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10446/154264
Citazioni
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact