Il saggio analizza la rappresentazione del cibo nella trilogia MaddAddam dell’autrice canadese contemporanea Margaret Atwood. In particolare, viene messa in luce la duplice contrapposizione tra il ruolo del cibo prima e dopo la catastrofe che ha causato la quasi estinzione della razza umana, e tra “cibo tecnologico” e “cibo naturale”. Proprio come nel mondo contemporaneo, infatti, nel futuro pre–apocalittico ipotizzato dalla Atwood vi è una polarizzazione di idee estremiste per cui una parte della popolazione accetta senza porsi troppe domande il cibo prodotto in laboratorio all’interno dei Recinti, mentre una piccola minoranza (chiamata “God’s Gardeners” o “i Giardinieri di Dio”) rifiuta la tecnologia, segue uno stile di vita ambientalista e vegano, e coltiva orti biologici sui tetti delle plebopoli. Nel mondo post–apocalittico, però, la situazione cambia e tutti i sopravvissuti, tranne i “Craker” o “Figli di Crake” (un gruppo di umanoidi geneticamente modificati che si nutrono di erba, foglie e radici, nonché dei loro stessi escrementi), devono lottare per procurarsi il cibo. Solo i Giardinieri di Dio, grazie alle loro conoscenze, sono in grado coltivare ciò di cui hanno bisogno ma devono rinunciare ai “Vegevoti”, finendo per mangiare tutto ciò che riescono a coltivare o produrre con i limitati mezzi a loro disposizione.

(2018). Il cibo del futuro: la visione fantascientifica di MaddAddam . Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/190568

Il cibo del futuro: la visione fantascientifica di MaddAddam

Adami, Valentina
2018

Abstract

Il saggio analizza la rappresentazione del cibo nella trilogia MaddAddam dell’autrice canadese contemporanea Margaret Atwood. In particolare, viene messa in luce la duplice contrapposizione tra il ruolo del cibo prima e dopo la catastrofe che ha causato la quasi estinzione della razza umana, e tra “cibo tecnologico” e “cibo naturale”. Proprio come nel mondo contemporaneo, infatti, nel futuro pre–apocalittico ipotizzato dalla Atwood vi è una polarizzazione di idee estremiste per cui una parte della popolazione accetta senza porsi troppe domande il cibo prodotto in laboratorio all’interno dei Recinti, mentre una piccola minoranza (chiamata “God’s Gardeners” o “i Giardinieri di Dio”) rifiuta la tecnologia, segue uno stile di vita ambientalista e vegano, e coltiva orti biologici sui tetti delle plebopoli. Nel mondo post–apocalittico, però, la situazione cambia e tutti i sopravvissuti, tranne i “Craker” o “Figli di Crake” (un gruppo di umanoidi geneticamente modificati che si nutrono di erba, foglie e radici, nonché dei loro stessi escrementi), devono lottare per procurarsi il cibo. Solo i Giardinieri di Dio, grazie alle loro conoscenze, sono in grado coltivare ciò di cui hanno bisogno ma devono rinunciare ai “Vegevoti”, finendo per mangiare tutto ciò che riescono a coltivare o produrre con i limitati mezzi a loro disposizione.
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