The theme of the ‘end’ is central to all Beppe Fenoglio’s work and is decisive in defining his very identity as an au-thor. Rarely, both in unfinished novels and in works licensed by the author, does the conclusion allow the meaning of the story to be determined retrospectively. And the suspension of the ending is even more pronounced when it coincides with the thematisation of the ‘end’, that is, the death of a character. Death is a recurring event in Feno-glio’s stories, sometimes the subject of an obsessive precision, sometimes of an evident desire to remove it. This mechanism appears particularly pronounced in Il trucco(‘The trick’), from I ventitré giorni della città di Alba. Here death is the central theme, but also the instrument of a narrative experiment: death is announced, discussed, awaited but, ultimately, not represented. The ending thus becomes the place where a ‘trick’ is revealed that even involves the reader. This article proposes to tackle the ‘problem of the end’ in Fenoglio’s Il trucco, combining an analytical investigation of the text (aimed mainly at the use of shifting focalization and reticence) with some observations on the way in which the author reworks the potential of the short story, which by its very statute envisages the place-ment of the accent precisely on the ending.

Il tema della ‘fine’ è centrale in tutta l’opera di Beppe Fenoglio ed è decisivo nel definire la sua stessa identità di autore. Raramente, sia nei romanzi incompiuti sia nelle opere licenziate dell’autore, la conclusione permette di determinare retrospettivamente il senso della storia. E la sospensione del finale è ancora più marcata quando coincide con la tematizzazione della ‘fine’, cioè la morte di un personaggio. La morte è un evento ricorrente nei racconti di Fenoglio, a volte oggetto di una precisione ossessiva, a volte di un’evidente volontà di rimozione. Questo meccanismo appare particolarmente marcato nel Trucco, racconto compreso nei Ventitré giorni della città di Alba. Qui la morte è il tema centrale, ma anche lo strumento di un esperimento narrativo: la morte è annunciata, discussa, attesa ma, in definitiva, non rappresentata. Il finale diventa così il luogo dove viene svelato un ‘trucco’ che coinvolge an-che il lettore. Questo articolo si propone di affrontare il ‘problema della fine’ nel racconto di Fenoglio, unendo un’indagine analitica sul testo (rivolta soprattutto all’uso della focalizzazione mobile e della reticenza) ad alcune osservazioni sul modo in cui l’autore rielabora le potenzialità del racconto breve, che per suo statuto prevede la collocazione dell’accento proprio sul finale.

(2021). «Non era più un mistero»: il problema della fine nel «Trucco» di Beppe Fenoglio [articolo]. In GRISELDAONLINE. Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/196672

«Non era più un mistero»: il problema della fine nel «Trucco» di Beppe Fenoglio

Raccis, Giacomo
2021

Abstract

Il tema della ‘fine’ è centrale in tutta l’opera di Beppe Fenoglio ed è decisivo nel definire la sua stessa identità di autore. Raramente, sia nei romanzi incompiuti sia nelle opere licenziate dell’autore, la conclusione permette di determinare retrospettivamente il senso della storia. E la sospensione del finale è ancora più marcata quando coincide con la tematizzazione della ‘fine’, cioè la morte di un personaggio. La morte è un evento ricorrente nei racconti di Fenoglio, a volte oggetto di una precisione ossessiva, a volte di un’evidente volontà di rimozione. Questo meccanismo appare particolarmente marcato nel Trucco, racconto compreso nei Ventitré giorni della città di Alba. Qui la morte è il tema centrale, ma anche lo strumento di un esperimento narrativo: la morte è annunciata, discussa, attesa ma, in definitiva, non rappresentata. Il finale diventa così il luogo dove viene svelato un ‘trucco’ che coinvolge an-che il lettore. Questo articolo si propone di affrontare il ‘problema della fine’ nel racconto di Fenoglio, unendo un’indagine analitica sul testo (rivolta soprattutto all’uso della focalizzazione mobile e della reticenza) ad alcune osservazioni sul modo in cui l’autore rielabora le potenzialità del racconto breve, che per suo statuto prevede la collocazione dell’accento proprio sul finale.
articolo
The theme of the ‘end’ is central to all Beppe Fenoglio’s work and is decisive in defining his very identity as an au-thor. Rarely, both in unfinished novels and in works licensed by the author, does the conclusion allow the meaning of the story to be determined retrospectively. And the suspension of the ending is even more pronounced when it coincides with the thematisation of the ‘end’, that is, the death of a character. Death is a recurring event in Feno-glio’s stories, sometimes the subject of an obsessive precision, sometimes of an evident desire to remove it. This mechanism appears particularly pronounced in Il trucco(‘The trick’), from I ventitré giorni della città di Alba. Here death is the central theme, but also the instrument of a narrative experiment: death is announced, discussed, awaited but, ultimately, not represented. The ending thus becomes the place where a ‘trick’ is revealed that even involves the reader. This article proposes to tackle the ‘problem of the end’ in Fenoglio’s Il trucco, combining an analytical investigation of the text (aimed mainly at the use of shifting focalization and reticence) with some observations on the way in which the author reworks the potential of the short story, which by its very statute envisages the place-ment of the accent precisely on the ending.
Raccis, Giacomo
(2021). «Non era più un mistero»: il problema della fine nel «Trucco» di Beppe Fenoglio [articolo]. In GRISELDAONLINE. Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/196672
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