Il testo affronta da un punto di vista storico ed epistemologico la transizione attuale dell’idea di solidarietà attraverso il riferimento dell’idea di stato nazionale. Nella storia moderna del nostro continente, gli sviluppi dell’idea e della pratica della solidarietà sono strettamente intrecciati agli sviluppi dell’idea e della pratica delle cittadinanze nazionali. Fino a tempi assai recenti, è sembrato naturale che le relazioni di solidarietà dovessero intercorrere in primo luogo (e, agli occhi di molti, quasi esclusivamente) fra i cittadini di una medesima nazione, legati insieme da un comune sentire e da un comune destino, fra i contraenti del “plebiscito di tutti i giorni”, secondo l’efficace espressione con cui Ernest Renan aveva definito la capacità mobiliatrice e mitopoietica delle appartenenze nazionali. Tale idea di cittadinanza era fondamentalmente esclusiva: nello stesso processo con cui un individuo accedeva ai diritti, ai doveri e ai legami di una particolare comunità nazionale, egli diventava un estraneo, uno straniero per le altre comunità nazionali. L’estensione dell’idea e della pratica di solidarietà oltre i confini della nazione era quanto mai problematica. Oggi le cose sono cambiate. Gli sviluppi dell’Unione Europea, dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi, e ancor di più in generale i molteplici processi di interdipendenza planetaria, rendono concreta la possibilità, anzi la necessità, di estendere i legami di solidarietà ai cittadini di altre comunità nazionali, fino a raggiungere i confini dell’area continentale o addirittura del pianeta. Ma questo significa reinterpretare relazioni che in passato erano percepite come oppositive nei termini di complementarità e di gerarchie più ampie. Sempre di più, essere cittadini di una particolare comunità nazionale implica condividere aspetti di un comune sentire e di un comune destino, e nei più felici casi (leggi: Unione Europea) anche regole dell’opportuna generalità, con i cittadini di altre comunità nazionali

Fondamenti epistemologici della solidarietà

CERUTI, Mauro
2005-01-01

Abstract

Il testo affronta da un punto di vista storico ed epistemologico la transizione attuale dell’idea di solidarietà attraverso il riferimento dell’idea di stato nazionale. Nella storia moderna del nostro continente, gli sviluppi dell’idea e della pratica della solidarietà sono strettamente intrecciati agli sviluppi dell’idea e della pratica delle cittadinanze nazionali. Fino a tempi assai recenti, è sembrato naturale che le relazioni di solidarietà dovessero intercorrere in primo luogo (e, agli occhi di molti, quasi esclusivamente) fra i cittadini di una medesima nazione, legati insieme da un comune sentire e da un comune destino, fra i contraenti del “plebiscito di tutti i giorni”, secondo l’efficace espressione con cui Ernest Renan aveva definito la capacità mobiliatrice e mitopoietica delle appartenenze nazionali. Tale idea di cittadinanza era fondamentalmente esclusiva: nello stesso processo con cui un individuo accedeva ai diritti, ai doveri e ai legami di una particolare comunità nazionale, egli diventava un estraneo, uno straniero per le altre comunità nazionali. L’estensione dell’idea e della pratica di solidarietà oltre i confini della nazione era quanto mai problematica. Oggi le cose sono cambiate. Gli sviluppi dell’Unione Europea, dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi, e ancor di più in generale i molteplici processi di interdipendenza planetaria, rendono concreta la possibilità, anzi la necessità, di estendere i legami di solidarietà ai cittadini di altre comunità nazionali, fino a raggiungere i confini dell’area continentale o addirittura del pianeta. Ma questo significa reinterpretare relazioni che in passato erano percepite come oppositive nei termini di complementarità e di gerarchie più ampie. Sempre di più, essere cittadini di una particolare comunità nazionale implica condividere aspetti di un comune sentire e di un comune destino, e nei più felici casi (leggi: Unione Europea) anche regole dell’opportuna generalità, con i cittadini di altre comunità nazionali
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2005
Ceruti, Mauro
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