Il romanzo s'inserisce nel quadro della letteratura algerina degli anni ’90, una decade d'orrore e sofferenza in cui l'arte, che sempre trae ispirazione dai moti dell'anima più profondamente coinvolgenti, si fa veicolo del dolore dell'uomo di fronte al proprio mondo dissolto in una lunga scia di morte. La scrittura ricompone un universo che non ha più ordine né senso. Il divisionismo, il conflitto e il vuoto hanno la meglio e sono gli strumenti più adatti a rappresentare la guerra civile e i suoi effetti sulle coscienze.

(2008). Prefazione [a: Djilàli Khellàs, Un mare senza gabbiani, Napoli, Arte tipografica, 2008] . Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/217728

Prefazione [a: Djilàli Khellàs, Un mare senza gabbiani, Napoli, Arte tipografica, 2008]

Avallone, Lucia
2008

Abstract

Il romanzo s'inserisce nel quadro della letteratura algerina degli anni ’90, una decade d'orrore e sofferenza in cui l'arte, che sempre trae ispirazione dai moti dell'anima più profondamente coinvolgenti, si fa veicolo del dolore dell'uomo di fronte al proprio mondo dissolto in una lunga scia di morte. La scrittura ricompone un universo che non ha più ordine né senso. Il divisionismo, il conflitto e il vuoto hanno la meglio e sono gli strumenti più adatti a rappresentare la guerra civile e i suoi effetti sulle coscienze.
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