Il termine “competenza” è una parola penetrata nel nostro linguaggio quotidiano, al punto da rappresentare una specie di bussola obbligata per chi voglia navigare, oggi, nel mondo del lavoro, dell’educazione e della formazione. E’ certamente la spia del processo di cambiamento che investe e, più in generale, dello stile di vita che si va affermando in questo inizio di secolo. Perché la competenza è una bussola? La spiegazione sta nel fatto che essa trae la propria origine da due contingenze che sono divenute due ipotesi di lavoro: da una parte, l’incertezza dominante nel mondo globalizzato, tipica dell’era post-moderna, dove in economia l’attenzione si è spostata dal controllo delle variabili interne (tipico del taylorismo-fordismo) alla gestione delle risorse interne specifiche (tipica dell’approccio del Total Quality Management). Dall’altra, invece, si avverte sempre più il bisogno di nuove sintesi formative, che chiama in gioco i presupposti epistemologici nuovi richiesti da una formazione che metta al centro le competenze. Viene messa in discussione la tradizionale cultura scolastica, sebbene si rivendichi la necessità di una forte base culturale che intrida le competenze. Cadono, in particolare, le paratie stagne che avevano tradizionalmente separato la teoria dalla prassi e, in tal modo, si recuperano forme spontanee di apprendimento che attingono all’esperienza come fonte autonoma ma non improvvisata di sapere.

(2008). Premessa [a Competenza. Dalla performance alla persona competente] . Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/22243

Premessa [a Competenza. Dalla performance alla persona competente]

BERTAGNA, GIUSEPPE
2008-01-01

Abstract

Il termine “competenza” è una parola penetrata nel nostro linguaggio quotidiano, al punto da rappresentare una specie di bussola obbligata per chi voglia navigare, oggi, nel mondo del lavoro, dell’educazione e della formazione. E’ certamente la spia del processo di cambiamento che investe e, più in generale, dello stile di vita che si va affermando in questo inizio di secolo. Perché la competenza è una bussola? La spiegazione sta nel fatto che essa trae la propria origine da due contingenze che sono divenute due ipotesi di lavoro: da una parte, l’incertezza dominante nel mondo globalizzato, tipica dell’era post-moderna, dove in economia l’attenzione si è spostata dal controllo delle variabili interne (tipico del taylorismo-fordismo) alla gestione delle risorse interne specifiche (tipica dell’approccio del Total Quality Management). Dall’altra, invece, si avverte sempre più il bisogno di nuove sintesi formative, che chiama in gioco i presupposti epistemologici nuovi richiesti da una formazione che metta al centro le competenze. Viene messa in discussione la tradizionale cultura scolastica, sebbene si rivendichi la necessità di una forte base culturale che intrida le competenze. Cadono, in particolare, le paratie stagne che avevano tradizionalmente separato la teoria dalla prassi e, in tal modo, si recuperano forme spontanee di apprendimento che attingono all’esperienza come fonte autonoma ma non improvvisata di sapere.
scientifica
Italiano
2008
Competenza. Dalla performance alla persona competente
CEGOLON, A.
978-88-498-2062-1
7
9
Soveria Mannelli (CZ)
Rubbettino
Settore M-PED/01 - Pedagogia Generale e Sociale
competenza come bussola nel mondo del lavoro e della formazione;incertezza dominante nel mondo del lavoro globalizzato;necessità di ricercare nuove sintesi formative;passaggio dal taylorismo al total quality management;superamento delle paratie stagne fra teoria e pratica, fra scuola e lavoro
info:eu-repo/semantics/bookPart
(2008). Premessa [a Competenza. Dalla performance alla persona competente] . Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/22243
reserved
1.2 Contributi in volume - Book chapters::1.2.01 Contributi in volume (Capitoli o Saggi) - Book Chapters/Essays
Non definito
Bertagna, Giuseppe
1
268
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