The invention of black powder and the use of firearms mark a crucial juncture in history linked to the transition between the Middle Ages and the modern era. The Republic of Venice soon understood the strategic importance of the invention. The Arsenal of Venice was one of the first factories in the powerful mixture. Its production was under the direct control of the Council of Ten, the supreme authority of the Serenissima. The storage of the gunpowder took place inside small, unusual and curious buildings characterised by a particular pyramid roof. Their perfect geometry, highlighted by the simplicity of the volumes, testifies to that rigour that never fails in military architecture, not even in small subsidiary depots where it would have been possible to indulge in ornamental digressions. This essay, within a broader study of documenting and cataloguing the few surviving testimonies, focuses its attention on two particularly significant case studies - the powderhouses of via Beltrami in Bergamo and Forte San Felice in Chioggia - to highlight their peculiarities and their conservation and enhancement potentials.

L’invenzione della ‘polvere nera’ e l’impego delle armi da fuoco segnano il cruciale frangente della storia legato al passaggio tra Medioevo ed Età Moderna. La Repubblica di Venezia comprese presto l’importanza strategica della nuova invenzione. L’Arsenale di Venezia fu tra le prime fabbriche antiche della potente mistura la cui produzione era sotto il diretto controllo del Consiglio dei Dieci, l’autorità suprema della Serenissima. Lo stoccaggio delle scorte avveniva all’interno di piccoli edifici inusuali e curiosi, caratterizzati da una particolare copertura a piramide; la loro perfetta geometria, evidenziata dalla semplicità dei volumi, testimoniano quel rigore che nell'architettura militare mai viene meno, neppure in piccoli depositi sussidiari dove sarebbe stato possibile concedersi divagazioni ornamentali. Questo saggio, all’interno di un più ampio studio di documentazione e catalogazione delle poche testimonianze oggi superstiti, concentra la sua attenzione su due casi studio particolarmente significativi, quello di via Beltrami a Bergamo e del forte San Felice a Chioggia, al fine di metterne in evidenza le peculiarità e presentare le prospettive di conservazione e valorizzazione.

(2022). I ‘Torresini da Polvere’ della Repubblica di Venezia: i depositi in via Beltrami a Bergamo e del forte San Felice a Chioggia / The Torresini da Polvere of the Republic of Venice. The powderhouses in via Beltrami in Bergamo and in the San Felice fort in Chioggia . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/229111

I ‘Torresini da Polvere’ della Repubblica di Venezia: i depositi in via Beltrami a Bergamo e del forte San Felice a Chioggia / The Torresini da Polvere of the Republic of Venice. The powderhouses in via Beltrami in Bergamo and in the San Felice fort in Chioggia

Cardaci, Alessio;Versaci, Antonella
2022-01-01

Abstract

L’invenzione della ‘polvere nera’ e l’impego delle armi da fuoco segnano il cruciale frangente della storia legato al passaggio tra Medioevo ed Età Moderna. La Repubblica di Venezia comprese presto l’importanza strategica della nuova invenzione. L’Arsenale di Venezia fu tra le prime fabbriche antiche della potente mistura la cui produzione era sotto il diretto controllo del Consiglio dei Dieci, l’autorità suprema della Serenissima. Lo stoccaggio delle scorte avveniva all’interno di piccoli edifici inusuali e curiosi, caratterizzati da una particolare copertura a piramide; la loro perfetta geometria, evidenziata dalla semplicità dei volumi, testimoniano quel rigore che nell'architettura militare mai viene meno, neppure in piccoli depositi sussidiari dove sarebbe stato possibile concedersi divagazioni ornamentali. Questo saggio, all’interno di un più ampio studio di documentazione e catalogazione delle poche testimonianze oggi superstiti, concentra la sua attenzione su due casi studio particolarmente significativi, quello di via Beltrami a Bergamo e del forte San Felice a Chioggia, al fine di metterne in evidenza le peculiarità e presentare le prospettive di conservazione e valorizzazione.
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