Throughout his path of thinking, Heidegger assigns to image a particular role in knowing and sheltering of truth. He already considers Marc’s Roes as “sensibilization” of the understanding of Being by analysing Kant’s first Critique, whereas he values Dürer’s Hare as manifestation of the essence of the painted being by interpreting Kant’s third Critique and Schiller’s Letters. Since the mid-1930s, Heidegger estimates arts as an eminent way of happening of truth, which he originally understands as “enowning” of Being and human being either and as “fourfold” of world by clarifying van Gogh’s Shoes, Raffaello’s Sistine and Klee’s paintings. Heidegger finally attributes to word an “iconic” character, thanks to which Being gives itself to man, if this preserves it both “poetically” and “thoughtfully”.

Nel corso di tutto il suo cammino di pensiero Heidegger conferisce all’immagine un ruolo particolare nell’ambito della conoscenza e della custodia della verità. Se egli, interpretando la prima Critica kantiana, considera una “riduzione alla sensibilità” della comprensione dell’essere i Caprioli di Marc, nella sua interpretazione della terza Critica e delle lettere di Schiller Heidegger apprezza il Coniglio di Dürer considerandolo una manifestazione dell’essenza dell’ente ritratto. A partire dalla metà degli anni Trenta Heidegger ritiene che l’arte sia un modo eminente di accadere della verità, che concepisce in modo originario come “evento” di Essere ed essenza umana e come “quadrato” del mondo nella sua interpretazione delle Scarpe di van Gogh, della Sistina di Raffaello e di alcuni dipinti di Klee. Heidegger attribuisce infine alla parola un carattere “di immagine”, grazie a cui l’Essere si dà all’uomo quando questi lo salvaguarda in modo “poetico” e “pensante”.

(2023). Die Wahrheit des Bildes. Heideggers Auffassung der „Versinnlichung“ des Seins . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/260449

Die Wahrheit des Bildes. Heideggers Auffassung der „Versinnlichung“ des Seins

Marafioti, Rosa Maria
2023-01-01

Abstract

Throughout his path of thinking, Heidegger assigns to image a particular role in knowing and sheltering of truth. He already considers Marc’s Roes as “sensibilization” of the understanding of Being by analysing Kant’s first Critique, whereas he values Dürer’s Hare as manifestation of the essence of the painted being by interpreting Kant’s third Critique and Schiller’s Letters. Since the mid-1930s, Heidegger estimates arts as an eminent way of happening of truth, which he originally understands as “enowning” of Being and human being either and as “fourfold” of world by clarifying van Gogh’s Shoes, Raffaello’s Sistine and Klee’s paintings. Heidegger finally attributes to word an “iconic” character, thanks to which Being gives itself to man, if this preserves it both “poetically” and “thoughtfully”.
scientifica
Tedesco
2023
„... was bleibet aber ...“ Neue Beiträge zu Heideggers Kunstphilosophie
Seubert, Harald; Schippling, Kristina;
cartaceo
9783987950216
15
391
418
Germany
Nürnberg
Exaiphnes Edition Wissenschaft, Seubert-Verlag
comitato scientifico
Settore M-FIL/06 - Storia della Filosofia
Settore M-FIL/01 - Filosofia Teoretica
Settore M-FIL/04 - Estetica
immagine; verità; arte; essere; uomo;
image; truth; arts; Being; man;
Bild; Wahrheit; Kunst; Sein; Mensch;
Nel corso di tutto il suo cammino di pensiero Heidegger conferisce all’immagine un ruolo particolare nell’ambito della conoscenza e della custodia della verità. Se egli, interpretando la prima Critica kantiana, considera una “riduzione alla sensibilità” della comprensione dell’essere i Caprioli di Marc, nella sua interpretazione della terza Critica e delle lettere di Schiller Heidegger apprezza il Coniglio di Dürer considerandolo una manifestazione dell’essenza dell’ente ritratto. A partire dalla metà degli anni Trenta Heidegger ritiene che l’arte sia un modo eminente di accadere della verità, che concepisce in modo originario come “evento” di Essere ed essenza umana e come “quadrato” del mondo nella sua interpretazione delle Scarpe di van Gogh, della Sistina di Raffaello e di alcuni dipinti di Klee. Heidegger attribuisce infine alla parola un carattere “di immagine”, grazie a cui l’Essere si dà all’uomo quando questi lo salvaguarda in modo “poetico” e “pensante”.
Auf seinem gesamten Denkweg spricht Heidegger dem Bild eine besondere Rolle bei der Erkenntnis und der Bergung der Wahrheit zu. Während er Marcs Rehe bereits in seiner Auslegung der ersten Kritik Kants als „Versinnlichung“ des Seinsverständnisses ansieht, würdigt er in seiner Interpretation der kantischen dritten Kritik und der schillerschen Briefe Dürers Hasen als ein Erscheinen des Wesens des gemalten Seienden. Seit der Mitte der 1930er Jahre schätzt Heidegger die Kunst als eine ausgezeichnete Weise des Geschehens der Wahrheit, die er als „Ereignis“ von Seyn und Menschenwesen sowie als „Geviert“ der Welt ursprünglich auffasst, indem er van Goghs Schuhe, Raffaels Sixtinische Madonna und einige Gemälde Klees erläutert. Schließlich misst Heidegger dem Wort einen „bildhaften“ Charakter bei, kraft dessen das Seyn sich dem Menschen gibt, falls er es „dichterisch“ und „denkerisch“ bewahrt.
info:eu-repo/semantics/bookPart
(2023). Die Wahrheit des Bildes. Heideggers Auffassung der „Versinnlichung“ des Seins . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/260449
reserved
1.2 Contributi in volume - Book chapters::1.2.01 Contributi in volume (Capitoli o Saggi) - Book Chapters/Essays
Non definito
Marafioti, Rosa Maria
1
268
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