Founded in 1540, the Society of Jesus was suppressed in 1773 by Pope Clement XIV. Reestablished in 1814 by Pius VII, it also resumed its pedagogical activity, and in its theatre colleges were a part of the experience, following in the wake of a famous tradition that came from the mid-sixteenth century. On the theatre of the “new” Society there are no specific studies to date: this essay aims to be a first contribution to a wider research on the subject. It is based on chronicle sources (so-called “college diaries”) and it focuses, to begin with, only the college in the city of Loreto, in the Marche region (then one of the Papal States), in the period 1834-1857. In this college and in these years, however, we are confronted with an unexpected fact: it is not an actor’s theatre performed by the students, as that of the ancient Society had been, but a puppet theatre, made by local professionals, where the students, unseen, merely give voice. It is a mixed form of theatre, combining the craft of the puppeteers and the amateurism of the students, and framed within the usual life of the college (study, religious practices, etc.), but within the carnival time only. The repertoire, too, is very different from that of the ancient Society: no longer a theatre written by the masters of rhetorics, predominantly edifying, with a spiritual framework, useful for maturing moral and religious consciousness and conforming behavior in the young actors; it is rather a varied theatre, ranging from farce to tragedy, rich mainly with comedies and where Italian “maschere” and the contribution of music, ballets and singing are frequent. The texts are those of professional playwrights and belong to the eighteenth- century and particularly contemporary repertoire. The audience is diverse and very participatory. The theatre is associated with other carnival “entertainments”, always performed by specialists, and rich meals for all. In short, the climate has completely changed: in the new Society, in this college, the theatre is no longer an essential pedagogical factor, but, even in the seriousness of the commitment, it is primarily a festive experience, in which pleasure and laughter prevail; and which, moreover, represents a parallel experience to that of the public theatre, of which it constitutes a singular pendant.

Fondata nel 1540, la Compagnia di Gesù viene soppressa nel 1773 da papa Clemente XIV. Ristabilita nel 1814 da Pio VII, riprende anche l’attività pedagogica e nei suoi collegi il teatro è parte dell’esperienza, sulla scia di una tradizione famosa, che proveniva già dal pieno Cinquecento. Sul teatro della “nuova” Compagnia non ci sono fino a oggi studi specifici: questo saggio vuole essere un primo contributo a una ricerca più ampia sull’argomento. Si basa su fonti cronachistiche (i cosiddetti diari di collegio) e riguarda, per cominciare, il solo collegio della città di Loreto, nelle Marche (allora Stato Pontificio), nel periodo 1834-1857. In questo collegio e in questi anni, però, ci troviamo di fronte a un fatto inatteso: non si tratta di un teatro d’attore performato dagli studenti, qual era quello dell’antica Compagnia, ma di un teatro di marionette, fatto da professionisti locali, dove gli studenti, non visti, si limitano a dare la voce. È una forma di teatro mista, che unisce il mestiere dei marionettisti e il dilettantismo degli studenti e che si inquadra nella vita consueta del collegio (studio, pratiche religiose ecc.), ma all’interno del solo tempo di carnevale. Anche il repertorio è molto diverso da quello dell’antica Compagnia: non più un teatro scritto dai maestri di retorica, prevalentemente edificante, di impianto spirituale, utile a far maturare nei giovani attori una coscienza morale e religiosa e comportamenti conformi; ma si tratta di un teatro vario, che spazia dalla farsa alla tragedia, ricco soprattutto di commedie e dove sono frequenti anche le maschere e l’apporto di musica, balletti e canto. I testi sono quelli dei drammaturghi di mestiere e appartengono al repertorio del Settecento e soprattutto a quello contemporaneo all’attività. Il pubblico è vario e molto partecipe. Al teatro si associano altri “divertimenti” carnevaleschi, sempre realizzati da specialisti, e ricchi pasti per tutti. Insomma, il clima è completamente mutato: nella nuova Compagnia, in questo collegio, il teatro non è più un essenziale fattore pedagogico, ma, pur nella serietà dell’impegno, è in primo luogo un’esperienza festiva, in cui prevalgono il piacere e il riso; e che inoltre rappresenta una esperienza parallela al teatro pubblico, di cui costituisce un singolare pendant.

(2023). Marionette per una «camerata attrice». Notizie sul teatro gesuitico nell’Ottocento (Loreto 1834-1857) [journal article - articolo]. In TEATRO E STORIA. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/261329

Marionette per una «camerata attrice». Notizie sul teatro gesuitico nell’Ottocento (Loreto 1834-1857)

Majorana, Bernadette
2023-12-01

Abstract

Founded in 1540, the Society of Jesus was suppressed in 1773 by Pope Clement XIV. Reestablished in 1814 by Pius VII, it also resumed its pedagogical activity, and in its theatre colleges were a part of the experience, following in the wake of a famous tradition that came from the mid-sixteenth century. On the theatre of the “new” Society there are no specific studies to date: this essay aims to be a first contribution to a wider research on the subject. It is based on chronicle sources (so-called “college diaries”) and it focuses, to begin with, only the college in the city of Loreto, in the Marche region (then one of the Papal States), in the period 1834-1857. In this college and in these years, however, we are confronted with an unexpected fact: it is not an actor’s theatre performed by the students, as that of the ancient Society had been, but a puppet theatre, made by local professionals, where the students, unseen, merely give voice. It is a mixed form of theatre, combining the craft of the puppeteers and the amateurism of the students, and framed within the usual life of the college (study, religious practices, etc.), but within the carnival time only. The repertoire, too, is very different from that of the ancient Society: no longer a theatre written by the masters of rhetorics, predominantly edifying, with a spiritual framework, useful for maturing moral and religious consciousness and conforming behavior in the young actors; it is rather a varied theatre, ranging from farce to tragedy, rich mainly with comedies and where Italian “maschere” and the contribution of music, ballets and singing are frequent. The texts are those of professional playwrights and belong to the eighteenth- century and particularly contemporary repertoire. The audience is diverse and very participatory. The theatre is associated with other carnival “entertainments”, always performed by specialists, and rich meals for all. In short, the climate has completely changed: in the new Society, in this college, the theatre is no longer an essential pedagogical factor, but, even in the seriousness of the commitment, it is primarily a festive experience, in which pleasure and laughter prevail; and which, moreover, represents a parallel experience to that of the public theatre, of which it constitutes a singular pendant.
articolo
dic-2023
Fondata nel 1540, la Compagnia di Gesù viene soppressa nel 1773 da papa Clemente XIV. Ristabilita nel 1814 da Pio VII, riprende anche l’attività pedagogica e nei suoi collegi il teatro è parte dell’esperienza, sulla scia di una tradizione famosa, che proveniva già dal pieno Cinquecento. Sul teatro della “nuova” Compagnia non ci sono fino a oggi studi specifici: questo saggio vuole essere un primo contributo a una ricerca più ampia sull’argomento. Si basa su fonti cronachistiche (i cosiddetti diari di collegio) e riguarda, per cominciare, il solo collegio della città di Loreto, nelle Marche (allora Stato Pontificio), nel periodo 1834-1857. In questo collegio e in questi anni, però, ci troviamo di fronte a un fatto inatteso: non si tratta di un teatro d’attore performato dagli studenti, qual era quello dell’antica Compagnia, ma di un teatro di marionette, fatto da professionisti locali, dove gli studenti, non visti, si limitano a dare la voce. È una forma di teatro mista, che unisce il mestiere dei marionettisti e il dilettantismo degli studenti e che si inquadra nella vita consueta del collegio (studio, pratiche religiose ecc.), ma all’interno del solo tempo di carnevale. Anche il repertorio è molto diverso da quello dell’antica Compagnia: non più un teatro scritto dai maestri di retorica, prevalentemente edificante, di impianto spirituale, utile a far maturare nei giovani attori una coscienza morale e religiosa e comportamenti conformi; ma si tratta di un teatro vario, che spazia dalla farsa alla tragedia, ricco soprattutto di commedie e dove sono frequenti anche le maschere e l’apporto di musica, balletti e canto. I testi sono quelli dei drammaturghi di mestiere e appartengono al repertorio del Settecento e soprattutto a quello contemporaneo all’attività. Il pubblico è vario e molto partecipe. Al teatro si associano altri “divertimenti” carnevaleschi, sempre realizzati da specialisti, e ricchi pasti per tutti. Insomma, il clima è completamente mutato: nella nuova Compagnia, in questo collegio, il teatro non è più un essenziale fattore pedagogico, ma, pur nella serietà dell’impegno, è in primo luogo un’esperienza festiva, in cui prevalgono il piacere e il riso; e che inoltre rappresenta una esperienza parallela al teatro pubblico, di cui costituisce un singolare pendant.
Majorana, Bernadette
(2023). Marionette per una «camerata attrice». Notizie sul teatro gesuitico nell’Ottocento (Loreto 1834-1857) [journal article - articolo]. In TEATRO E STORIA. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/261329
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