The debate, taking place with the latest legislation regarding the reconfiguration of institutional arrangements in Italy (L. 241/2011, D. L. 95/2012, Art. 17), contains items of interest to reconsider the logic of the overall reorganization of institutional and territorial levels in government territory. Of primary importance in the present discussion is the territorial scale or large scale. The need for a rethinking of planning tools, in particular for the provincial level, it seems interesting to investigate the potential of regional instruments aimed at integrated territorial planning, as a means of connection between sectoral planning, European and national, and local planning. By analyzing the experiences of the regional area planning of Emilia Romagna, Veneto and Lombardy, this paper intends to bring out certain elements of interest in the experiences of implementing regional planning. In particular, significant opportunities emerge to seek active participation of regional and a logic capable of selectively recognizing regional differences and reward projects aimed at enhancing the specificity of the territorial capital

Il dibattito, in atto da tempo, e rafforzatosi con gli ultimi provvedimenti legislativi in ordine alla riconfigurazione degli assetti istituzionali in Italia (L. 241/2011, D.L. 95/2012, art. 17), contiene elementi di interesse per un ripensamento in una logica di riordino complessivo dei livelli istituzionale e territoriale nell’azione di governo del territorio. Elemento centrale nella presente riflessione è la scala territoriale, o scala vasta. A fronte di un necessario ripensamento degli strumenti di pianificazione di scala vasta, in particolare del livello provinciale, pare interessante indagare le potenzialità degli strumenti regionali orientati alla progettazione territoriale integrata, quali strumento di raccordo fra programmazione settoriale, europea e nazionale, e le progettualità/volizioni locali. Attraversando le esperienze di pianificazione d’area regionale dell’Emilia Romagna, del Veneto e della Lombardia, il contributo intende fare emergere alcuni elementi di interesse nelle esperienze di pianificazione attuativa regionale.

(2012). Le implicazioni della trasformazione delle province per la pianificazione del territorio. A partire dai piani d’area [conference presentation - intervento a convegno]. Retrieved from http://hdl.handle.net/10446/28857

Le implicazioni della trasformazione delle province per la pianificazione del territorio. A partire dai piani d’area

ADOBATI, Fulvio;OLIVERI, Alessandro;FERRI, Vittorio
2012

Abstract

Il dibattito, in atto da tempo, e rafforzatosi con gli ultimi provvedimenti legislativi in ordine alla riconfigurazione degli assetti istituzionali in Italia (L. 241/2011, D.L. 95/2012, art. 17), contiene elementi di interesse per un ripensamento in una logica di riordino complessivo dei livelli istituzionale e territoriale nell’azione di governo del territorio. Elemento centrale nella presente riflessione è la scala territoriale, o scala vasta. A fronte di un necessario ripensamento degli strumenti di pianificazione di scala vasta, in particolare del livello provinciale, pare interessante indagare le potenzialità degli strumenti regionali orientati alla progettazione territoriale integrata, quali strumento di raccordo fra programmazione settoriale, europea e nazionale, e le progettualità/volizioni locali. Attraversando le esperienze di pianificazione d’area regionale dell’Emilia Romagna, del Veneto e della Lombardia, il contributo intende fare emergere alcuni elementi di interesse nelle esperienze di pianificazione attuativa regionale.
Adobati, Fulvio; Oliveri, Alessandro; Ferri, Vittorio
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