All’impianto bipartito del prosimetro corrisponde una sostanziale dicotomia linguistica: da un lato il volgare ‘lirico’ di matrice galloromanza e siciliana, dall’altro il volgare ‘didascalico’ della prosa. La lingua della prosa, in particolare, si distingue per il realismo, che pertiene alla rappresentazione degli ambienti e dei personaggi, compensando l’indeterminatezza descrittiva della poesia e colmando la distanza tra la realtà e la sua figurazione attraverso l’impiego di strutture grammaticali proprie di quella letteratura scientifica probabilmente fruita dall’Alighieri alle ‘scuole’ dei laici. Il saggio prende in esame quei latinismi lessicali e sintattici che denotano la vocazione compilativo-esegetica della prosa vitanoviana, proiettando il testo dantesco nell’orizzonte culturale della prosa letteraria fiorentina del Duecento e dei coevi volgarizzamenti dei classici, i quali si caratterizzavano, oltreché per la trasposizione linguistica, per il supplemento esegetico della sposizione: si pensi alla Rettorica di Brunetto e al Fiore di rettorica di Bono Giamboni, che, secondo Cesare Segre, insieme al più tardo volgarizzamento della Somme le roi di Zucchero Bencivenni, costituiscono il “triumvirato fiorentino predantesco”.
(2025). Le parole dei «prosaici dittatori». Indagini sulla lingua della prosa nella «Vita nova» [journal article - articolo]. In Reti Medievali. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/315207
Le parole dei «prosaici dittatori». Indagini sulla lingua della prosa nella «Vita nova»
Lombardo, Luca
2025-01-01
Abstract
All’impianto bipartito del prosimetro corrisponde una sostanziale dicotomia linguistica: da un lato il volgare ‘lirico’ di matrice galloromanza e siciliana, dall’altro il volgare ‘didascalico’ della prosa. La lingua della prosa, in particolare, si distingue per il realismo, che pertiene alla rappresentazione degli ambienti e dei personaggi, compensando l’indeterminatezza descrittiva della poesia e colmando la distanza tra la realtà e la sua figurazione attraverso l’impiego di strutture grammaticali proprie di quella letteratura scientifica probabilmente fruita dall’Alighieri alle ‘scuole’ dei laici. Il saggio prende in esame quei latinismi lessicali e sintattici che denotano la vocazione compilativo-esegetica della prosa vitanoviana, proiettando il testo dantesco nell’orizzonte culturale della prosa letteraria fiorentina del Duecento e dei coevi volgarizzamenti dei classici, i quali si caratterizzavano, oltreché per la trasposizione linguistica, per il supplemento esegetico della sposizione: si pensi alla Rettorica di Brunetto e al Fiore di rettorica di Bono Giamboni, che, secondo Cesare Segre, insieme al più tardo volgarizzamento della Somme le roi di Zucchero Bencivenni, costituiscono il “triumvirato fiorentino predantesco”.| File | Dimensione del file | Formato | |
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