This essay aims to reconsider an aspect of Giovan Battista della Porta’s work that has only been touched upon, albeit very authoritatively, and has since fallen into disuse. Namely, the particular way in which della Porta’s physiognomy fits into 17th-century moralistic literature. While much attention has been paid to the moral implications of della Porta’s physiognomic corpus, primarily pointing out its obvious Aristotelian influences, not as much exegetical effort has been devoted to the stylistic ways in which the Neapolitan savant outlines his own sphere of moral matter. The aim of the investigation carried out here is to shed light on a peculiar écriture moraliste that weaves through della Porta’s physiognomy. This is further encouraged by the adoption of a perspective that follows a Wirkungsgeschichte itinerary. The aphoristic structure of Della Porta’s work on physiognomy is revealed with much greater clarity when we look at the way in which one of his most successful works, De humana physiognomonia, has been acquired by the most distinctive tradition of the Accademia dei Lincei. As is well known, Della Porta was vice-principal of the Accademia Cesiana from his enrolment to the year of his death

Il saggio intende riconsiderare un aspetto dell’opera di Giovan Battista della Porta solo lambito, seppur molto autorevolmente; poi caduto in desuetudine. E cioè un particolare modo in cui la fisiognomica dellaportiana si situa entro la letteratura moralistica seicentesca. Se ripetuta attenzione s’è avuta per le implicazioni morali del corpus fisiognomico di della Porta, precipuamente additandone le evidenti ascendenze aristoteliche, non altrettanto impegno esegetico si è versato sui modi stilistici mediante cui il savant partenopeo disegna la sua propria sfera di materia morale. Obiettivo dell’indagine che qui si svolge è fare luce su una peculiare écriture moraliste che trama la fisiognomica dellaportiana. A ciò più induce l’adozione di una prospettiva che si delinea secondo un itinerario di Wirkungsgeschichte. La struttura aforistica dell’opera di della Porta di tema fisiognomico si rivela con assai maggior chiarezza guardando alla maniera con cui una sua opera di eccezionale successo editoriale quale il De humana physiognomonia è acquisita alla più peculiare tradizione dell’Accademia dei Lincei; dell’accademia cesiana, come ben noto, della Porta è viceprincipe dall’ascrizione all’anno di morte

(2025). Della Porta "moralista"? [journal article - articolo]. In ANNALI DELL'ISTITUTO UNIVERSITARIO ORIENTALE DI NAPOLI. SEZIONE ROMANZA. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/319766

Della Porta "moralista"?

Trabucco, Oreste
2025-01-01

Abstract

This essay aims to reconsider an aspect of Giovan Battista della Porta’s work that has only been touched upon, albeit very authoritatively, and has since fallen into disuse. Namely, the particular way in which della Porta’s physiognomy fits into 17th-century moralistic literature. While much attention has been paid to the moral implications of della Porta’s physiognomic corpus, primarily pointing out its obvious Aristotelian influences, not as much exegetical effort has been devoted to the stylistic ways in which the Neapolitan savant outlines his own sphere of moral matter. The aim of the investigation carried out here is to shed light on a peculiar écriture moraliste that weaves through della Porta’s physiognomy. This is further encouraged by the adoption of a perspective that follows a Wirkungsgeschichte itinerary. The aphoristic structure of Della Porta’s work on physiognomy is revealed with much greater clarity when we look at the way in which one of his most successful works, De humana physiognomonia, has been acquired by the most distinctive tradition of the Accademia dei Lincei. As is well known, Della Porta was vice-principal of the Accademia Cesiana from his enrolment to the year of his death
articolo
2025
Il saggio intende riconsiderare un aspetto dell’opera di Giovan Battista della Porta solo lambito, seppur molto autorevolmente; poi caduto in desuetudine. E cioè un particolare modo in cui la fisiognomica dellaportiana si situa entro la letteratura moralistica seicentesca. Se ripetuta attenzione s’è avuta per le implicazioni morali del corpus fisiognomico di della Porta, precipuamente additandone le evidenti ascendenze aristoteliche, non altrettanto impegno esegetico si è versato sui modi stilistici mediante cui il savant partenopeo disegna la sua propria sfera di materia morale. Obiettivo dell’indagine che qui si svolge è fare luce su una peculiare écriture moraliste che trama la fisiognomica dellaportiana. A ciò più induce l’adozione di una prospettiva che si delinea secondo un itinerario di Wirkungsgeschichte. La struttura aforistica dell’opera di della Porta di tema fisiognomico si rivela con assai maggior chiarezza guardando alla maniera con cui una sua opera di eccezionale successo editoriale quale il De humana physiognomonia è acquisita alla più peculiare tradizione dell’Accademia dei Lincei; dell’accademia cesiana, come ben noto, della Porta è viceprincipe dall’ascrizione all’anno di morte
Trabucco, Oreste
(2025). Della Porta "moralista"? [journal article - articolo]. In ANNALI DELL'ISTITUTO UNIVERSITARIO ORIENTALE DI NAPOLI. SEZIONE ROMANZA. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/319766
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