Negli ultimi decenni, la progettazione e realizzazione delle infrastrutture pubbliche a livello nazionale e sovranazionale è stata prevalentemente condotta attraverso approcci settoriali e verticistici, che si sono tradotti in interventi frammentari e spesso scollegati dal contesto territoriale e sociale in cui si inseriscono. Tale modus operandi ha comportato una progressiva cesura dei sistemi ecologici, paesaggistici, agricoli e socio-economici, oltre che una continua progressiva passività nell’accoglimento da parte delle comunità di tali grandi trasformazioni. Il risultato è la creazione di una fitta rete di “territori attraversati”: spazi di scarto, marginali e spesso privi di funzione, nei quali gli ecosistemi sono compromessi, le piattaforme agricole produttive sono frammentate e le comunità locali si trovano escluse dalle decisioni e dal beneficio diretto delle infrastrutture. Questa condizione si configura come una delle principali criticità nella governance territoriale contemporanea, richiedendo una riflessione approfondita non solo sul rapporto tra infrastrutture e territorio, ma soprattutto anche sui processi di governance ad oggi purtroppo consolidati. La consapevolezza crescente delle emergenze ambientali, dei cambiamenti climatici e delle disuguaglianze spaziali ha spinto ad un ripensamento strategico della pianificazione infrastrutturale, orientato verso modelli più sostenibili, integrati e partecipativi, in cui però la componente del coinvolgimento attoriale risulta ancora difficile da applicare. In questo contesto, la ricerca SEW Line si è proposta di sperimentare approcci innovativi capaci di superare il verticismo decisionale che caratterizza la pianificazione infrastrutturale mediante il coinvolgimento diretto di policy community, attori locali e stakeholders nelle fasi di conoscenza, progettazione e gestione. Attraverso l’esperienza di quattro Living Lab (anche LL da qui in avanti) realizzati in differenti contesti regionali italiani (Lombardia, Veneto, Lazio), il contributo illustra come la co-produzione della conoscenza possa rappresentare uno strumento efficace per la costruzione di processi decisionali più equi, sostenibili e collaborativi.
(2025). Quando la ricerca incontra i territori: esperienze sul campo e confronto con gli attori locali . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/320286
Quando la ricerca incontra i territori: esperienze sul campo e confronto con gli attori locali
Paris, Mario;
2025-01-01
Abstract
Negli ultimi decenni, la progettazione e realizzazione delle infrastrutture pubbliche a livello nazionale e sovranazionale è stata prevalentemente condotta attraverso approcci settoriali e verticistici, che si sono tradotti in interventi frammentari e spesso scollegati dal contesto territoriale e sociale in cui si inseriscono. Tale modus operandi ha comportato una progressiva cesura dei sistemi ecologici, paesaggistici, agricoli e socio-economici, oltre che una continua progressiva passività nell’accoglimento da parte delle comunità di tali grandi trasformazioni. Il risultato è la creazione di una fitta rete di “territori attraversati”: spazi di scarto, marginali e spesso privi di funzione, nei quali gli ecosistemi sono compromessi, le piattaforme agricole produttive sono frammentate e le comunità locali si trovano escluse dalle decisioni e dal beneficio diretto delle infrastrutture. Questa condizione si configura come una delle principali criticità nella governance territoriale contemporanea, richiedendo una riflessione approfondita non solo sul rapporto tra infrastrutture e territorio, ma soprattutto anche sui processi di governance ad oggi purtroppo consolidati. La consapevolezza crescente delle emergenze ambientali, dei cambiamenti climatici e delle disuguaglianze spaziali ha spinto ad un ripensamento strategico della pianificazione infrastrutturale, orientato verso modelli più sostenibili, integrati e partecipativi, in cui però la componente del coinvolgimento attoriale risulta ancora difficile da applicare. In questo contesto, la ricerca SEW Line si è proposta di sperimentare approcci innovativi capaci di superare il verticismo decisionale che caratterizza la pianificazione infrastrutturale mediante il coinvolgimento diretto di policy community, attori locali e stakeholders nelle fasi di conoscenza, progettazione e gestione. Attraverso l’esperienza di quattro Living Lab (anche LL da qui in avanti) realizzati in differenti contesti regionali italiani (Lombardia, Veneto, Lazio), il contributo illustra come la co-produzione della conoscenza possa rappresentare uno strumento efficace per la costruzione di processi decisionali più equi, sostenibili e collaborativi.| File | Dimensione del file | Formato | |
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