Tra tutte le parole della nostra lingua, siamo abituati a pensare che le preposizioni abbiano minore importanza: eliminandole dal testo di un telegramma, il messaggio rimane comunque rintracciabile; anche i bambini, nelle prime fasi di acquisizione linguistica della propria lingua, si esprimono facendone facilmente a meno. Eppure, anche se non ci facciamo caso, le preposizioni sono tra le parole che usiamo con maggiore frequenza. In linguistica, le preposizioni sono definite come indicatori di relazione: sono usate per codificare i rapporti sintattici tra le varie componenti di una frase (cfr. Brøndal 1940). Ma le preposizioni hanno un vero significato? Secondo alcuni, esse sono una mera categoria astratta e risultano prive di un senso lessicale (cfr. Tesnière 1965, Spang-Hanssen 1963). Secondo altri, le preposizioni sono portatrici di un senso lessicale che identifica la natura della relazione sintattica stabilita tra diversi elementi (cfr. Pottier 1962, Benveniste [1967]1974). Secondo altri ancora, le preposizioni sono dotate, in misura variabile, di densità lessicale (Colombo e Flores D’Arcais 1984: 52), vale a dire di un valore e di tratti semantici propri, che vengono resi espliciti quando associati a uno specifico contesto d’uso (Weinrich 1976). Il dibattito sul valore delle preposizioni è ancora molto vivo tra i linguisti. Sicuramente maggiore accordo c’è nel riconoscere che le preposizioni si collocano a metà strada tra il lessico e la grammatica (Bernini 1987[2021]) e che svolgono una funzione diversa a seconda del contesto sintattico in cui occorrono. Da qui, possono svilupparsi valori di diversa natura. Tra i diversi valori che le preposizioni italiane veicolano, il contributo analizza l’espressione della causa, e in particolare a quella che descrive un cambiamento nello stato emotivo o fisico. Si descriverà il ruolo svolto dalle diverse preposizioni nell’espressione della causa e la variazione semantica prodotta al variare della preposizione.

(2025). Perché si può essere rossi “per” l’imbarazzo, “dall”’imbarazzo e “di” imbarazzo? [contribution in web site - contributo in sito web]. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/323145

Perché si può essere rossi “per” l’imbarazzo, “dall”’imbarazzo e “di” imbarazzo?

Piunno, Valentina
2025-12-18

Abstract

Tra tutte le parole della nostra lingua, siamo abituati a pensare che le preposizioni abbiano minore importanza: eliminandole dal testo di un telegramma, il messaggio rimane comunque rintracciabile; anche i bambini, nelle prime fasi di acquisizione linguistica della propria lingua, si esprimono facendone facilmente a meno. Eppure, anche se non ci facciamo caso, le preposizioni sono tra le parole che usiamo con maggiore frequenza. In linguistica, le preposizioni sono definite come indicatori di relazione: sono usate per codificare i rapporti sintattici tra le varie componenti di una frase (cfr. Brøndal 1940). Ma le preposizioni hanno un vero significato? Secondo alcuni, esse sono una mera categoria astratta e risultano prive di un senso lessicale (cfr. Tesnière 1965, Spang-Hanssen 1963). Secondo altri, le preposizioni sono portatrici di un senso lessicale che identifica la natura della relazione sintattica stabilita tra diversi elementi (cfr. Pottier 1962, Benveniste [1967]1974). Secondo altri ancora, le preposizioni sono dotate, in misura variabile, di densità lessicale (Colombo e Flores D’Arcais 1984: 52), vale a dire di un valore e di tratti semantici propri, che vengono resi espliciti quando associati a uno specifico contesto d’uso (Weinrich 1976). Il dibattito sul valore delle preposizioni è ancora molto vivo tra i linguisti. Sicuramente maggiore accordo c’è nel riconoscere che le preposizioni si collocano a metà strada tra il lessico e la grammatica (Bernini 1987[2021]) e che svolgono una funzione diversa a seconda del contesto sintattico in cui occorrono. Da qui, possono svilupparsi valori di diversa natura. Tra i diversi valori che le preposizioni italiane veicolano, il contributo analizza l’espressione della causa, e in particolare a quella che descrive un cambiamento nello stato emotivo o fisico. Si descriverà il ruolo svolto dalle diverse preposizioni nell’espressione della causa e la variazione semantica prodotta al variare della preposizione.
contributo in sito web
Si tratta di una rubrica bimestrale all'interno del portale Treccani "Lingua italiana". La rubrica è attiva dal 2020 e ospita contributi dei più illustri italianisti e linguisti italiani. Rubrica “Domande e risposte su strutture e usi (a cura di Roberta Grassi ed Enrico Serena), Treccani - Istituto della Enciclopedia Italiana.
18-dic-2025
Piunno, Valentina
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