The article presents an educational workshop inspired by visual sociology and, more specifically, based on the use of the Photovoice in a future 0-3 educators training. This method is configured as a reflective and transformative device, capable of enhancing subjectivities, activating agency, and promoting collaborative practices. Photovoice lends itself to being transferred to educational services, involving teams, families, and children in processes of participatory knowledge and documentation. Photos mediation becomes a space of care and shared responsibility, capable of generating metamorphoses and new representations of childhood and educational relationships, for the promotion of more equitable, conscious, and plural social ecologies.

L’articolo presenta una proposta didattica ispirata alla sociologia visuale e, più in specifico, fondata sull’utilizzo del metodo Photovoice nella formazione di futurə educatorə 0-3. Tale metodo si configura come dispositivo riflessivo e trasformativo, capace di valorizzare le soggettività, attivare agency e promuovere pratiche collaborative. Photovoice si presta a essere trasferito nei servizi educativi, coinvolgendo équipe, famiglie e bambinə in processi di conoscenza e documentazione partecipata. La mediazione fotografica diventa spazio di cura e corresponsabilità, capace di generare metamorfosi e nuove rappresentazioni dell’infanzia e delle relazioni educative, per la promozione di ecologie sociali più eque, consapevoli e plurali.

(2026). Voci che (s)guardano. Una proposta metodologica per la formazione di educatorə d'infanzia [journal article - articolo]. In INFANZIA. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/325526

Voci che (s)guardano. Una proposta metodologica per la formazione di educatorə d'infanzia

Capretti, Silvia;Ottaviano, Cristiana
2026-01-01

Abstract

The article presents an educational workshop inspired by visual sociology and, more specifically, based on the use of the Photovoice in a future 0-3 educators training. This method is configured as a reflective and transformative device, capable of enhancing subjectivities, activating agency, and promoting collaborative practices. Photovoice lends itself to being transferred to educational services, involving teams, families, and children in processes of participatory knowledge and documentation. Photos mediation becomes a space of care and shared responsibility, capable of generating metamorphoses and new representations of childhood and educational relationships, for the promotion of more equitable, conscious, and plural social ecologies.
articolo
2026
L’articolo presenta una proposta didattica ispirata alla sociologia visuale e, più in specifico, fondata sull’utilizzo del metodo Photovoice nella formazione di futurə educatorə 0-3. Tale metodo si configura come dispositivo riflessivo e trasformativo, capace di valorizzare le soggettività, attivare agency e promuovere pratiche collaborative. Photovoice si presta a essere trasferito nei servizi educativi, coinvolgendo équipe, famiglie e bambinə in processi di conoscenza e documentazione partecipata. La mediazione fotografica diventa spazio di cura e corresponsabilità, capace di generare metamorfosi e nuove rappresentazioni dell’infanzia e delle relazioni educative, per la promozione di ecologie sociali più eque, consapevoli e plurali.
Capretti, Silvia; Ottaviano, Cristiana
(2026). Voci che (s)guardano. Una proposta metodologica per la formazione di educatorə d'infanzia [journal article - articolo]. In INFANZIA. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/325526
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