Il contributo riconsidera la classificazione del dialetto di Novi Ligure a partire dalla posizione di Hugo Plomteux, che negli anni Settanta ne negava l’appartenenza al ligure sulla base dell’assenza della palatalizzazione avanzata di specifici nessi consonantici. Superando l'uso di un unico criterio fonetico, viene proposta un’analisi più ampia, fondata su criteri interni (fonetica, morfologia, lessico) ed esterni (contatto dialettale). Dopo una ricostruzione della posizione storica di Novi tra l’area padana, Tortona e Genova, si mostra come il novese presenti tratti condivisi con il tortonese e con i dialetti settentrionali, ma anche elementi antichi di consonanza con l’area ligure, come la conservazione delle vocali finali e la negazione preverbale. Particolare rilievo assumono inoltre le innovazioni riconducibili al genovese, dovute al lungo prestigio politico e culturale di Genova. Ne emerge un dialetto di frontiera, non riducibile a un’etichetta rigida: più che “ligure” in senso stretto, il novese può essere definito peri-ligure, ligureggiante o gravitante sull’area ligure. Il contributo propone dunque di superare una concezione statica delle classificazioni, e di interpretare il dialetto di Novi come risultato di processi storici di diffusione, interferenza e adattamento che, nel tempo, hanno modellato una parlata complessa dell’Oltregiogo nelle sue relazioni con le aree regionali circostanti.
(2026). Qualche riflessione metodologica sulla classificazione del dialetto di Novi Ligure [journal article - articolo]. In IN NOVITATE. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/326165
Qualche riflessione metodologica sulla classificazione del dialetto di Novi Ligure
Ferrarotti, Lorenzo;
2026-01-01
Abstract
Il contributo riconsidera la classificazione del dialetto di Novi Ligure a partire dalla posizione di Hugo Plomteux, che negli anni Settanta ne negava l’appartenenza al ligure sulla base dell’assenza della palatalizzazione avanzata di specifici nessi consonantici. Superando l'uso di un unico criterio fonetico, viene proposta un’analisi più ampia, fondata su criteri interni (fonetica, morfologia, lessico) ed esterni (contatto dialettale). Dopo una ricostruzione della posizione storica di Novi tra l’area padana, Tortona e Genova, si mostra come il novese presenti tratti condivisi con il tortonese e con i dialetti settentrionali, ma anche elementi antichi di consonanza con l’area ligure, come la conservazione delle vocali finali e la negazione preverbale. Particolare rilievo assumono inoltre le innovazioni riconducibili al genovese, dovute al lungo prestigio politico e culturale di Genova. Ne emerge un dialetto di frontiera, non riducibile a un’etichetta rigida: più che “ligure” in senso stretto, il novese può essere definito peri-ligure, ligureggiante o gravitante sull’area ligure. Il contributo propone dunque di superare una concezione statica delle classificazioni, e di interpretare il dialetto di Novi come risultato di processi storici di diffusione, interferenza e adattamento che, nel tempo, hanno modellato una parlata complessa dell’Oltregiogo nelle sue relazioni con le aree regionali circostanti.| File | Dimensione del file | Formato | |
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