Questo articolo analizza la strumentalizzazione politica contemporanea dell’antisemitismo, con particolare attenzione all’Italia e ai suoi intrecci con i più ampi dibattiti europei e nordamericani. Esamina come le accuse di antisemitismo vengano usate strategicamente per mettere a tacere il dissenso, delegittimare le critiche alle politiche dello Stato di Israele e sottrarre attori politici alla responsabilità, soprattutto attraverso la sovrapposizione tra antisionismo e antisemitismo. Attraverso esempi tratti dalla retorica governativa, dal discorso mediatico, dalle dinamiche delle istituzioni ebraiche e dai sondaggi di opinione pubblica, il saggio ricostruisce l’emergere di due logiche morali contrapposte: da un lato un’etica universalista, radicata nella memoria della Shoah; dall’altro una prospettiva particolarista ed etnonazionalista, orientata alla sopravvivenza del gruppo. Quest’ultima, sul piano internazionale, tende a sfruttare il prestigio morale della memoria universalista “cosmopolita” per legittimare le proprie rivendicazioni particolari. L’analisi mette in luce le conseguenze di questa tensione sul dibattito pubblico, sulla coesione delle comunità e sul funzionamento del discorso democratico, mostrando come l’antisemitismo strumentalizzato contribuisca a ridefinire i confini di ciò che è considerato dicibile e a influenzare gli schieramenti politici sia a livello nazionale sia internazionale. Il saggio si conclude richiamando recenti sviluppi politici e sociali in Italia, che evidenziano quanto questo dibattito stia diventando sempre più rilevante, sia per la comunità ebraica sia per la più ampia sfera pubblica.
(2026). Usi politici dell'accusa di antisemitismo . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/326465
Usi politici dell'accusa di antisemitismo
Pisanty, Valentina
2026-01-01
Abstract
Questo articolo analizza la strumentalizzazione politica contemporanea dell’antisemitismo, con particolare attenzione all’Italia e ai suoi intrecci con i più ampi dibattiti europei e nordamericani. Esamina come le accuse di antisemitismo vengano usate strategicamente per mettere a tacere il dissenso, delegittimare le critiche alle politiche dello Stato di Israele e sottrarre attori politici alla responsabilità, soprattutto attraverso la sovrapposizione tra antisionismo e antisemitismo. Attraverso esempi tratti dalla retorica governativa, dal discorso mediatico, dalle dinamiche delle istituzioni ebraiche e dai sondaggi di opinione pubblica, il saggio ricostruisce l’emergere di due logiche morali contrapposte: da un lato un’etica universalista, radicata nella memoria della Shoah; dall’altro una prospettiva particolarista ed etnonazionalista, orientata alla sopravvivenza del gruppo. Quest’ultima, sul piano internazionale, tende a sfruttare il prestigio morale della memoria universalista “cosmopolita” per legittimare le proprie rivendicazioni particolari. L’analisi mette in luce le conseguenze di questa tensione sul dibattito pubblico, sulla coesione delle comunità e sul funzionamento del discorso democratico, mostrando come l’antisemitismo strumentalizzato contribuisca a ridefinire i confini di ciò che è considerato dicibile e a influenzare gli schieramenti politici sia a livello nazionale sia internazionale. Il saggio si conclude richiamando recenti sviluppi politici e sociali in Italia, che evidenziano quanto questo dibattito stia diventando sempre più rilevante, sia per la comunità ebraica sia per la più ampia sfera pubblica.| File | Dimensione del file | Formato | |
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Contro lantisemitismo e le sue strumentalizzazioni - Tamu Tangerin - web.pdf
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