Nel presente contributo si analizza il quadro commerciale e la circolazione degli oggetti nell'Italia settentrionale tra fine XIII e XV secolo. Il punto di vista che si intende presentare è quello derivante dall’incrocio delle fonti storiche e archeologiche. La Lombardia si caratterizza per la sua vivace attività commerciale e per le condizioni politiche favorevoli, come la riduzione dei costi di transazione sotto i Visconti. Tuttavia, l'interpretazione delle trasformazioni economiche deve considerare attentamente le limitazioni delle fonti disponibili. Le fonti scritte, come i daziari, offrono dati preziosi ma parziali sulla quantità e tipologia degli oggetti commerciati, spesso distorcendo la realtà dei consumi quotidiani. Parallelamente, le evidenze archeologiche, pur mostrando una crescita esponenziale della visibilità materiale tra il XIII e il XV secolo, non sempre permettono di ricostruire con precisione i flussi economici. Un'analisi integrata tra fonti scritte e materiali è quindi essenziale per comprendere la complessità del commercio tardomedievale. La ricerca si concentra inoltre sulla Valtellina, un'area strategica per il commercio tra l'Italia padana e l'Europa settentrionale. I dati archeologici, soprattutto riguardanti la ceramica, sono fondamentali ma non sempre corrispondono alle informazioni tratte dai daziari, evidenziando la necessità di approcci interdisciplinari per uno studio accurato dei mercati medievali.
(2025). Dal mercato alla casa: gli oggetti e il loro commercio fra storia e archeologia (Italia settentrionale, 1275-1500) . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/327597
Dal mercato alla casa: gli oggetti e il loro commercio fra storia e archeologia (Italia settentrionale, 1275-1500)
Zoni, Federico;Rao, Riccardo
2025-01-01
Abstract
Nel presente contributo si analizza il quadro commerciale e la circolazione degli oggetti nell'Italia settentrionale tra fine XIII e XV secolo. Il punto di vista che si intende presentare è quello derivante dall’incrocio delle fonti storiche e archeologiche. La Lombardia si caratterizza per la sua vivace attività commerciale e per le condizioni politiche favorevoli, come la riduzione dei costi di transazione sotto i Visconti. Tuttavia, l'interpretazione delle trasformazioni economiche deve considerare attentamente le limitazioni delle fonti disponibili. Le fonti scritte, come i daziari, offrono dati preziosi ma parziali sulla quantità e tipologia degli oggetti commerciati, spesso distorcendo la realtà dei consumi quotidiani. Parallelamente, le evidenze archeologiche, pur mostrando una crescita esponenziale della visibilità materiale tra il XIII e il XV secolo, non sempre permettono di ricostruire con precisione i flussi economici. Un'analisi integrata tra fonti scritte e materiali è quindi essenziale per comprendere la complessità del commercio tardomedievale. La ricerca si concentra inoltre sulla Valtellina, un'area strategica per il commercio tra l'Italia padana e l'Europa settentrionale. I dati archeologici, soprattutto riguardanti la ceramica, sono fondamentali ma non sempre corrispondono alle informazioni tratte dai daziari, evidenziando la necessità di approcci interdisciplinari per uno studio accurato dei mercati medievali.| File | Dimensione del file | Formato | |
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