Il contributo analizza l’abrogazione del delitto di abuso d’ufficio ad opera della legge 9 agosto 2024, n. 114, collocandola nel più ampio percorso evolutivo del diritto penale della pubblica amministrazione. Dopo aver ricostruito le principali trasformazioni normative e giurisprudenziali della fattispecie, il lavoro si sofferma sulle criticità strutturali che ne hanno caratterizzato l’applicazione, con particolare riferimento ai rapporti tra controllo penale dell’azione amministrativa, principio di legalità e fenomeno della c.d. burocrazia difensiva. Particolare attenzione è dedicata alla sentenza della Corte costituzionale n. 95 del 2025, che ha affrontato le questioni di legittimità costituzionale conseguenti all’intervento abrogativo, escludendo l’esistenza di vincoli costituzionali o sovranazionali idonei a imporre il mantenimento della fattispecie incriminatrice, pur riconoscendo la presenza di significativi vuoti di tutela penale. Muovendo da tali premesse, il contributo propone una riflessione sulle prospettive di riforma del sistema, evidenziando l’esigenza di superare il modello dell’abuso d’ufficio quale fattispecie generale e indeterminata, attraverso una più selettiva tipizzazione delle condotte maggiormente offensive e il contestuale rafforzamento degli strumenti extrapenali di prevenzione, controllo e responsabilizzazione dell’amministrazione pubblica. In questa prospettiva, la tutela della legalità amministrativa viene ricondotta a un equilibrio tra intervento penale, garanzie costituzionali e assetto dei poteri, nel rispetto del principio di extrema ratio.
(2026). L’abuso d’ufficio nel sistema penale italiano: profili critici dopo l’abrogazione (legge Nordio) e prospettive di riforma . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/328865
L’abuso d’ufficio nel sistema penale italiano: profili critici dopo l’abrogazione (legge Nordio) e prospettive di riforma
Scevi, Paola
2026-01-01
Abstract
Il contributo analizza l’abrogazione del delitto di abuso d’ufficio ad opera della legge 9 agosto 2024, n. 114, collocandola nel più ampio percorso evolutivo del diritto penale della pubblica amministrazione. Dopo aver ricostruito le principali trasformazioni normative e giurisprudenziali della fattispecie, il lavoro si sofferma sulle criticità strutturali che ne hanno caratterizzato l’applicazione, con particolare riferimento ai rapporti tra controllo penale dell’azione amministrativa, principio di legalità e fenomeno della c.d. burocrazia difensiva. Particolare attenzione è dedicata alla sentenza della Corte costituzionale n. 95 del 2025, che ha affrontato le questioni di legittimità costituzionale conseguenti all’intervento abrogativo, escludendo l’esistenza di vincoli costituzionali o sovranazionali idonei a imporre il mantenimento della fattispecie incriminatrice, pur riconoscendo la presenza di significativi vuoti di tutela penale. Muovendo da tali premesse, il contributo propone una riflessione sulle prospettive di riforma del sistema, evidenziando l’esigenza di superare il modello dell’abuso d’ufficio quale fattispecie generale e indeterminata, attraverso una più selettiva tipizzazione delle condotte maggiormente offensive e il contestuale rafforzamento degli strumenti extrapenali di prevenzione, controllo e responsabilizzazione dell’amministrazione pubblica. In questa prospettiva, la tutela della legalità amministrativa viene ricondotta a un equilibrio tra intervento penale, garanzie costituzionali e assetto dei poteri, nel rispetto del principio di extrema ratio.| File | Dimensione del file | Formato | |
|---|---|---|---|
|
P.SCEVI - L_ABUSO D_UFFICIO NEL SISTEMA PENALE ITALIANO. PROFILI CRITICI DOPO L_ABROGAZIONE.pdf
Solo gestori di archivio
Versione:
publisher's version - versione editoriale
Licenza:
Licenza default Aisberg
Dimensione del file
2.55 MB
Formato
Adobe PDF
|
2.55 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
Pubblicazioni consigliate
Aisberg ©2008 Servizi bibliotecari, Università degli studi di Bergamo | Terms of use/Condizioni di utilizzo

