Il contributo esamina il rapporto tra ecosostenibilità e attività d’impresa alla luce della più recente evoluzione del diritto europeo della sostenibilità. Gli Autori muovono dall’analisi delle due dimensioni dell’ecosostenibilità, corrispondenti all’impatto dei fattori ambientali e climatici sull’impresa e all’impatto dell’attività d’impresa sull’ambiente, evidenziando come tale duplice prospettiva trovi espressione nel principio della doppia materialità. Il saggio ricostruisce il quadro normativo europeo volto a sostenere la transizione verso la neutralità climatica, soffermandosi sul ruolo degli obblighi di disclosure, della CSRD, della SFDR, della Corporate Sustainability Due Diligence Directive e del sistema delle tassonomie ambientali. Particolare attenzione è dedicata alla funzione delle tassonomie come strumenti di classificazione e orientamento dei flussi finanziari verso attività sostenibili, nonché al ruolo delle banche e degli intermediari finanziari nel finanziamento della transizione ecologica. Nelle conclusioni si evidenziano i limiti dell’attuale approccio regolatorio fondato prevalentemente sulla trasparenza e sugli incentivi di mercato, sottolineando la necessità di un coordinamento internazionale e di ulteriori interventi normativi per conseguire gli obiettivi climatici e ambientali globali.
(2026). Ecosostenibilità e attività di impresa . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/329127
Ecosostenibilità e attività di impresa
Bodellini, Marco;Bani, Elisabetta
2026-01-01
Abstract
Il contributo esamina il rapporto tra ecosostenibilità e attività d’impresa alla luce della più recente evoluzione del diritto europeo della sostenibilità. Gli Autori muovono dall’analisi delle due dimensioni dell’ecosostenibilità, corrispondenti all’impatto dei fattori ambientali e climatici sull’impresa e all’impatto dell’attività d’impresa sull’ambiente, evidenziando come tale duplice prospettiva trovi espressione nel principio della doppia materialità. Il saggio ricostruisce il quadro normativo europeo volto a sostenere la transizione verso la neutralità climatica, soffermandosi sul ruolo degli obblighi di disclosure, della CSRD, della SFDR, della Corporate Sustainability Due Diligence Directive e del sistema delle tassonomie ambientali. Particolare attenzione è dedicata alla funzione delle tassonomie come strumenti di classificazione e orientamento dei flussi finanziari verso attività sostenibili, nonché al ruolo delle banche e degli intermediari finanziari nel finanziamento della transizione ecologica. Nelle conclusioni si evidenziano i limiti dell’attuale approccio regolatorio fondato prevalentemente sulla trasparenza e sugli incentivi di mercato, sottolineando la necessità di un coordinamento internazionale e di ulteriori interventi normativi per conseguire gli obiettivi climatici e ambientali globali.| File | Dimensione del file | Formato | |
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