Il caso in esame muove da uno studio commissionato dal Comune di Monza al Centro Studi sul Territorio “Lelio Pagani” dell’Università di Bergamo volto alla redazione della Carta condivisa del paesaggio 2 , strumento di riferimento analitico-interpretativo a supporto del piano urbanistico comunale (L.R. 12/2005 e smi). Tale ricerca è confluita anche nella proposta di estensione nel territorio comunale del perimetro del Parco Regionale della Valle del Lambro. Data la natura degli studi e degli strumenti pianificatori, lo studio si colloca al crocevia tra pianificazione locale e strategie sovralocali. Si tratta di un’iniziativa di disegno territoriale che va oltre la mera tutela di singoli spazi verdi, per ridefinire la relazione tra città e paesaggio nei margini periurbani. Già nel 1990 il celebre urbanista Roberto Gambino auspicava il superamento dell’approccio settoriale, notando come centri storici e parchi naturali tendono a configurarsi come rappresentazioni antipolari (Gambino, 1990), emblematiche della frattura tra conservazione e sviluppo (Magnaghi, 2010). In linea con questo pensiero, il progetto monzese mira a ricucire tale frattura: l’ampliamento del Parco Regionale della Valle del Lambro, fortemente voluto dall’amministrazione locale, non è inteso solo come estensione di un vincolo ambientale ma come un atto di progetto di territorio volto a qualificare l’intero contesto periurbano, in un’ottica integrata di tutela e valorizzazione. La dimensione pubblica, tradotta nella governance di questo processo, emerge nella volontà di rendere i nuovi spazi periurbani beni comuni fruibili e gestiti in modo condiviso.

(2026). Il respiro della città. Intrecci spaziali e funzionali tra verde e costruito . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/329405

Il respiro della città. Intrecci spaziali e funzionali tra verde e costruito

Adobati, Fulvio;Barbieri, Elettra;Moschini, Elio
2026-01-01

Abstract

Il caso in esame muove da uno studio commissionato dal Comune di Monza al Centro Studi sul Territorio “Lelio Pagani” dell’Università di Bergamo volto alla redazione della Carta condivisa del paesaggio 2 , strumento di riferimento analitico-interpretativo a supporto del piano urbanistico comunale (L.R. 12/2005 e smi). Tale ricerca è confluita anche nella proposta di estensione nel territorio comunale del perimetro del Parco Regionale della Valle del Lambro. Data la natura degli studi e degli strumenti pianificatori, lo studio si colloca al crocevia tra pianificazione locale e strategie sovralocali. Si tratta di un’iniziativa di disegno territoriale che va oltre la mera tutela di singoli spazi verdi, per ridefinire la relazione tra città e paesaggio nei margini periurbani. Già nel 1990 il celebre urbanista Roberto Gambino auspicava il superamento dell’approccio settoriale, notando come centri storici e parchi naturali tendono a configurarsi come rappresentazioni antipolari (Gambino, 1990), emblematiche della frattura tra conservazione e sviluppo (Magnaghi, 2010). In linea con questo pensiero, il progetto monzese mira a ricucire tale frattura: l’ampliamento del Parco Regionale della Valle del Lambro, fortemente voluto dall’amministrazione locale, non è inteso solo come estensione di un vincolo ambientale ma come un atto di progetto di territorio volto a qualificare l’intero contesto periurbano, in un’ottica integrata di tutela e valorizzazione. La dimensione pubblica, tradotta nella governance di questo processo, emerge nella volontà di rendere i nuovi spazi periurbani beni comuni fruibili e gestiti in modo condiviso.
2026
Adobati, Fulvio; Barbieri, Elettra; Moschini, Elio
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