La transizione all’adultità per le persone con disabilità intellettiva rappresenta un processo complesso, nel quale il diritto all’autodeterminazione abitativa, sancito dall’art. 19 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (2006), stenta a tradursi in pratica a causa di persistenti barriere fisiche, culturali e sociali [1, 2]. In risposta a questa sfida, il progetto Le chiavi di casa, promosso da AIPD Bergamo, propone un percorso di vita semi-autonoma in appartamento condiviso, finalizzato a sostenere giovani adulti con Sindrome di Down nello sviluppo delle competenze necessarie per abitare con consapevolezza e protagonismo. Il contributo presenta i risultati di una ricerca valutativa partecipata condotta tra il 2023 e il 2024 dal Laboratorio IperDEA dell’Università degli studi di Bergamo, finalizzata a capitalizzare l’esperienza del progetto pilota promosso da AIPD Bergamo e a orientarne la riprogettazione attraverso una modellizzazione trasferibile per la stessa tipologia di utenza [3]. La ricerca ha adottato un approccio multimetodo qualitativo fondato su una co-valutazione partecipata che ha coinvolto i tre livelli sistemici di utenza - giovani adulti (GA), famiglie (F) e professionisti educativi (PE) – in una logica di triangolazione degli sguardi e di restituzione riflessiva degli esiti. Il quadro valutativo è stato costruito a partire da un riadattamento delle dimensioni proposte da Bezzi [3] - elementi di realizzazione, di risultato e di impatto - con indicatori condivisi comuni a tutti gli strumenti e declinati in base ai diversi stakeholder. Dopo una prima fase di monitoraggio in itinere – condotta attraverso video-diari di bordo con i GA, incontri periodici con le F e diari di bordo con osservazione orientata per i PE - la ricerca valutativa ha rilevato gli esiti percepiti dai tre livelli di utenza mediante video-interviste (GA), interviste semi-strutturate (F) e focus group (PE). È stata condotta un’analisi tematica multifase dei dati raccolti [4], confrontando le voci dei tre gruppi di stakeholder. L’analisi comparata degli esiti percepiti dai tre gruppi di stakeholder ha evidenziato risultati positivi lungo le tre dimensioni valutative adottate (realizzazione, risultato e impatto), con esiti che, in più casi, hanno superato le aspettative iniziali dei professionisti. Sul piano della realizzazione, il progetto ha dimostrato fattibilità e sostenibilità. L’analisi dei risultati ha restituito un quadro articolato e differenziato per ciascun livello di utenza: i giovani adulti hanno maturato una consapevolezza metacognitiva delle proprie risorse e dei vincoli della convivenza; le famiglie hanno modificato il loro posizionamento rispetto alla figura del figlio mentre i professionisti hanno operato attraverso una progettazione individualizzata degli obiettivi dei partecipanti. È tuttavia nella dimensione dell’impatto che il progetto rivela il suo contributo più significativo. I dati raccolti attestano come la ricerca abbia prodotto un impatto sociale misurabile e differenziato ai tre livelli sistemici coinvolti: una trasformazione dell’immagine di sé come adulto nei partecipanti; una revisione degli immaginari sul loro futuro abitativo da parte dei genitori; una rinnovata consapevolezza nei professionisti del ruolo dell’azione territoriale e della costruzione di reti interistituzionali come condizione abilitante per la sostenibilità dei percorsi di autonomia. Tali esiti, letti attraverso la prospettiva trasformativa della valutazione [5] e il costrutto di valore sociale aggiunto dell’intervento [6], hanno alimentato una fase di co-progettazione attualmente in corso, che vede il progetto Le chiavi di casa riproposto in forma ampliata e integrata con enti territoriali pubblici e del terzo settore, a conferma della sua trasferibilità e del suo potenziale di impatto sistemico sui percorsi di autodeterminazione abitativa per giovani adulti con sindrome di Down.
(2026). Le chiavi di casa. Valutazione partecipata e riprogettazione di un percorso di vita semi-autonoma per giovani adulti con sindrome di Down . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/330145
Le chiavi di casa. Valutazione partecipata e riprogettazione di un percorso di vita semi-autonoma per giovani adulti con sindrome di Down
Giraldo, Mabel;Gilardoni, Antonella
2026-01-01
Abstract
La transizione all’adultità per le persone con disabilità intellettiva rappresenta un processo complesso, nel quale il diritto all’autodeterminazione abitativa, sancito dall’art. 19 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (2006), stenta a tradursi in pratica a causa di persistenti barriere fisiche, culturali e sociali [1, 2]. In risposta a questa sfida, il progetto Le chiavi di casa, promosso da AIPD Bergamo, propone un percorso di vita semi-autonoma in appartamento condiviso, finalizzato a sostenere giovani adulti con Sindrome di Down nello sviluppo delle competenze necessarie per abitare con consapevolezza e protagonismo. Il contributo presenta i risultati di una ricerca valutativa partecipata condotta tra il 2023 e il 2024 dal Laboratorio IperDEA dell’Università degli studi di Bergamo, finalizzata a capitalizzare l’esperienza del progetto pilota promosso da AIPD Bergamo e a orientarne la riprogettazione attraverso una modellizzazione trasferibile per la stessa tipologia di utenza [3]. La ricerca ha adottato un approccio multimetodo qualitativo fondato su una co-valutazione partecipata che ha coinvolto i tre livelli sistemici di utenza - giovani adulti (GA), famiglie (F) e professionisti educativi (PE) – in una logica di triangolazione degli sguardi e di restituzione riflessiva degli esiti. Il quadro valutativo è stato costruito a partire da un riadattamento delle dimensioni proposte da Bezzi [3] - elementi di realizzazione, di risultato e di impatto - con indicatori condivisi comuni a tutti gli strumenti e declinati in base ai diversi stakeholder. Dopo una prima fase di monitoraggio in itinere – condotta attraverso video-diari di bordo con i GA, incontri periodici con le F e diari di bordo con osservazione orientata per i PE - la ricerca valutativa ha rilevato gli esiti percepiti dai tre livelli di utenza mediante video-interviste (GA), interviste semi-strutturate (F) e focus group (PE). È stata condotta un’analisi tematica multifase dei dati raccolti [4], confrontando le voci dei tre gruppi di stakeholder. L’analisi comparata degli esiti percepiti dai tre gruppi di stakeholder ha evidenziato risultati positivi lungo le tre dimensioni valutative adottate (realizzazione, risultato e impatto), con esiti che, in più casi, hanno superato le aspettative iniziali dei professionisti. Sul piano della realizzazione, il progetto ha dimostrato fattibilità e sostenibilità. L’analisi dei risultati ha restituito un quadro articolato e differenziato per ciascun livello di utenza: i giovani adulti hanno maturato una consapevolezza metacognitiva delle proprie risorse e dei vincoli della convivenza; le famiglie hanno modificato il loro posizionamento rispetto alla figura del figlio mentre i professionisti hanno operato attraverso una progettazione individualizzata degli obiettivi dei partecipanti. È tuttavia nella dimensione dell’impatto che il progetto rivela il suo contributo più significativo. I dati raccolti attestano come la ricerca abbia prodotto un impatto sociale misurabile e differenziato ai tre livelli sistemici coinvolti: una trasformazione dell’immagine di sé come adulto nei partecipanti; una revisione degli immaginari sul loro futuro abitativo da parte dei genitori; una rinnovata consapevolezza nei professionisti del ruolo dell’azione territoriale e della costruzione di reti interistituzionali come condizione abilitante per la sostenibilità dei percorsi di autonomia. Tali esiti, letti attraverso la prospettiva trasformativa della valutazione [5] e il costrutto di valore sociale aggiunto dell’intervento [6], hanno alimentato una fase di co-progettazione attualmente in corso, che vede il progetto Le chiavi di casa riproposto in forma ampliata e integrata con enti territoriali pubblici e del terzo settore, a conferma della sua trasferibilità e del suo potenziale di impatto sistemico sui percorsi di autodeterminazione abitativa per giovani adulti con sindrome di Down.| File | Dimensione del file | Formato | |
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