I saggi di Jankélévitch su Claude Debussy – Debussy e il mistero (1949), La vita e la morte nella musica di Debussy (1968), Debussy e il mistero dell’istante (1976) – costituiscono tre presenze inquietanti nella sua filosofia della musica. Sviluppando con raffinatissimo stile lirico le premesse anti-logicistiche di Bergson, Jankélévitch individua in Debussy, come in gran parte della musica strumentale francese, ispanica e ungaro-slava da Chopin a Stravinskij, un valido e definitivo superamento del linguaggio discorsivo e dell’espressività retorica tipica della poetica romantica e wagneriana. Da una ricca rete di rimandi a fonti antiche e coeve, nonché da un fitto intreccio di temi estetici, teoretici, metafisici ed esistenziali, emerge per converso una filosofia della rinuncia, della sottrazione, del mistico oblio – una filosofia del silenzio, che molto può offrire al dibattito che da Nietzsche in poi si pone alla ricerca dell’origine, del tempo perduto, del quotidiano e immediato mistero della morte e della vita.

(2026). Charme. Studio sul Debussy di Vladimir Jankélévitch . Retrieved from http://dx.doi.org/10.13122/978-88-97253-49-5 Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/330846

Charme. Studio sul Debussy di Vladimir Jankélévitch

Guagnano, Lorenzo
2026-07-13

Abstract

I saggi di Jankélévitch su Claude Debussy – Debussy e il mistero (1949), La vita e la morte nella musica di Debussy (1968), Debussy e il mistero dell’istante (1976) – costituiscono tre presenze inquietanti nella sua filosofia della musica. Sviluppando con raffinatissimo stile lirico le premesse anti-logicistiche di Bergson, Jankélévitch individua in Debussy, come in gran parte della musica strumentale francese, ispanica e ungaro-slava da Chopin a Stravinskij, un valido e definitivo superamento del linguaggio discorsivo e dell’espressività retorica tipica della poetica romantica e wagneriana. Da una ricca rete di rimandi a fonti antiche e coeve, nonché da un fitto intreccio di temi estetici, teoretici, metafisici ed esistenziali, emerge per converso una filosofia della rinuncia, della sottrazione, del mistico oblio – una filosofia del silenzio, che molto può offrire al dibattito che da Nietzsche in poi si pone alla ricerca dell’origine, del tempo perduto, del quotidiano e immediato mistero della morte e della vita.
13-lug-2026
Guagnano, Lorenzo
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