This essay aims to critically analyse Giuseppe Lombardo Radice’s influence on Marxist pedagogy in the immediate post-war period, starting with the group of pedagogues and intellectuals who worked on the periodical Riforma della Scuola. The selected time frame covers the first five years of the journal’s existence (1955-1960), characterised by the attempt to outline a complete Marxist pedagogy which, on the one hand, was rooted in Marxist philosophy and historic materialism and, on the other, could be equipped with technical and methodological tools capable of responding to the challenges of the present and dialoguing with more long-standing pedagogical cultures, such as the Catholic and activist ones in particular. In this sense, the re-evaluation, and in some cases the re-assumption, of Lombardo Radice’s thinking becomes a reading key that allows us to critically absorb some features of the most modern pedagogies, while remaining within the sphere of an Italian pedagogical tradition that is still perceived as fruitful and significant. This meeting, mediated above all by men and women sentimentally attached to the figure of Lombardo Radice, in particular by his former student Dina Bertoni Jovine and his son Lucio, will open the doors to the broader reflection that pedagogical Marxism will carry out on activism during the 1960s.

Il saggio intende analizzare criticamente l’influenza di Giuseppe Lombardo Radice nella pedagogia marxista dell’immediato dopoguerra, prendendo le mosse dal gruppo di pedagogisti ed intellettuali che operò intorno al periodico Riforma della Scuola. L’arco temporale selezionato, che abbraccia il primo quinquennio di vita della rivista (1955-1960), si caratterizza per il tentativo di delineare una compiuta pedagogia marxista, da un lato fondata sulle basi della filosofia e del materialismo storico marxiano e dall’altro dotata di un armamentario tecnico e metodologico in grado di rispondere alle sfide del presente e dialogare con più longeve culture pedagogiche, quali soprattutto quelle cattolica ed attivistica. In questo senso la rivalutazione, ed in alcuni casi la ri-assunzione del pensiero di Lombardo Radice diviene una chiave di lettura che permette di assorbire criticamente alcuni tratti delle più moderne pedagogie, pur restando nell’ambito di una tradizione pedagogica italiana percepita ancora come feconda e significativa. Questo incontro, mediato soprattutto da uomini e donne sentimentalmente legati alla figura di Lombardo Radice, in particolare l’ex allieva Dina Bertoni Jovine e il figlio Lucio, aprirà le porte alla più ampia riflessione che il marxismo pedagogico compirà nel corso degli anni Sessanta sull’attivismo.

(2026). Permanenze del pensiero di Giuseppe Lombardo Radice in Riforma della Scuola tra 1955 e 1960 [journal article - articolo]. In RIVISTA DI STORIA DELL'EDUCAZIONE. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/331948

Permanenze del pensiero di Giuseppe Lombardo Radice in Riforma della Scuola tra 1955 e 1960

Conte, Emilio
2026-01-01

Abstract

This essay aims to critically analyse Giuseppe Lombardo Radice’s influence on Marxist pedagogy in the immediate post-war period, starting with the group of pedagogues and intellectuals who worked on the periodical Riforma della Scuola. The selected time frame covers the first five years of the journal’s existence (1955-1960), characterised by the attempt to outline a complete Marxist pedagogy which, on the one hand, was rooted in Marxist philosophy and historic materialism and, on the other, could be equipped with technical and methodological tools capable of responding to the challenges of the present and dialoguing with more long-standing pedagogical cultures, such as the Catholic and activist ones in particular. In this sense, the re-evaluation, and in some cases the re-assumption, of Lombardo Radice’s thinking becomes a reading key that allows us to critically absorb some features of the most modern pedagogies, while remaining within the sphere of an Italian pedagogical tradition that is still perceived as fruitful and significant. This meeting, mediated above all by men and women sentimentally attached to the figure of Lombardo Radice, in particular by his former student Dina Bertoni Jovine and his son Lucio, will open the doors to the broader reflection that pedagogical Marxism will carry out on activism during the 1960s.
articolo
2026
Il saggio intende analizzare criticamente l’influenza di Giuseppe Lombardo Radice nella pedagogia marxista dell’immediato dopoguerra, prendendo le mosse dal gruppo di pedagogisti ed intellettuali che operò intorno al periodico Riforma della Scuola. L’arco temporale selezionato, che abbraccia il primo quinquennio di vita della rivista (1955-1960), si caratterizza per il tentativo di delineare una compiuta pedagogia marxista, da un lato fondata sulle basi della filosofia e del materialismo storico marxiano e dall’altro dotata di un armamentario tecnico e metodologico in grado di rispondere alle sfide del presente e dialogare con più longeve culture pedagogiche, quali soprattutto quelle cattolica ed attivistica. In questo senso la rivalutazione, ed in alcuni casi la ri-assunzione del pensiero di Lombardo Radice diviene una chiave di lettura che permette di assorbire criticamente alcuni tratti delle più moderne pedagogie, pur restando nell’ambito di una tradizione pedagogica italiana percepita ancora come feconda e significativa. Questo incontro, mediato soprattutto da uomini e donne sentimentalmente legati alla figura di Lombardo Radice, in particolare l’ex allieva Dina Bertoni Jovine e il figlio Lucio, aprirà le porte alla più ampia riflessione che il marxismo pedagogico compirà nel corso degli anni Sessanta sull’attivismo.
Conte, Emilio
(2026). Permanenze del pensiero di Giuseppe Lombardo Radice in Riforma della Scuola tra 1955 e 1960 [journal article - articolo]. In RIVISTA DI STORIA DELL'EDUCAZIONE. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/331948
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