Il contributo offre implicazioni teoriche e operative per lo studio e la promozione di sistemi di innovazione più inclusivi ed equi. In particolare, propone una lettura dell’innovazione di genere come una forma specifica di innovazione sociale trasformativa, capace di incidere non solo sulla partecipazione ai processi innovativi, ma sulle strutture di genere che li regolano. A partire dalla critica alla presunta neutralità dell’innovazione, il lavoro integra prospettive provenienti dagli studi sull’innovazione, innovazione sociale e studi di genere, definendo i processi innovativi come processi essenzialmente sociali e che, quindi, riflettono le strutture di disuguaglianza esistenti, ma che possono anche agire per trasformarle. Il genere è interpretato come una dimensione strutturale che influenza l’accesso alle risorse e ai processi di innovazione, il riconoscimento degli attori e la definizione stessa di ciò che viene considerato “innovazione”. Il contributo sottolinea che l’inclusione della differenza in termini di partecipazione numerica è solo un primo elemento nell’ambito della logica trasformativa tipica dell’innovazione sociale. In questa prospettiva, le dimensioni dell’innovazione sociale di genere sono molteplici: processuali, produttive, relazionali, organizzative e sistemiche. Particolare attenzione è dedicata all’impresa sociale, un contesto privilegiato per lo sviluppo di innovazioni di genere, in grado di generare valore sociale e ridefinire le relazioni tra attori, agendo, quindi, sulle strutture delle disuguaglianze
(2026). Innovazione di genere come innovazione sociale trasformativa: processi, output e implicazioni per l’impresa sociale [journal article - articolo]. In IMPRESA SOCIALE. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/332066
Innovazione di genere come innovazione sociale trasformativa: processi, output e implicazioni per l’impresa sociale
Lomazzi, Vera
2026-01-01
Abstract
Il contributo offre implicazioni teoriche e operative per lo studio e la promozione di sistemi di innovazione più inclusivi ed equi. In particolare, propone una lettura dell’innovazione di genere come una forma specifica di innovazione sociale trasformativa, capace di incidere non solo sulla partecipazione ai processi innovativi, ma sulle strutture di genere che li regolano. A partire dalla critica alla presunta neutralità dell’innovazione, il lavoro integra prospettive provenienti dagli studi sull’innovazione, innovazione sociale e studi di genere, definendo i processi innovativi come processi essenzialmente sociali e che, quindi, riflettono le strutture di disuguaglianza esistenti, ma che possono anche agire per trasformarle. Il genere è interpretato come una dimensione strutturale che influenza l’accesso alle risorse e ai processi di innovazione, il riconoscimento degli attori e la definizione stessa di ciò che viene considerato “innovazione”. Il contributo sottolinea che l’inclusione della differenza in termini di partecipazione numerica è solo un primo elemento nell’ambito della logica trasformativa tipica dell’innovazione sociale. In questa prospettiva, le dimensioni dell’innovazione sociale di genere sono molteplici: processuali, produttive, relazionali, organizzative e sistemiche. Particolare attenzione è dedicata all’impresa sociale, un contesto privilegiato per lo sviluppo di innovazioni di genere, in grado di generare valore sociale e ridefinire le relazioni tra attori, agendo, quindi, sulle strutture delle disuguaglianze| File | Dimensione del file | Formato | |
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