Il saggio si inserisce nel filone di ricerca dedicato al rapporto tra festival cinematografici ed Extended Realities (XR), analizzando come le manifestazioni festivaliere agiscano da laboratori per la definizione di un nuovo canone estetico post-cinematografico. Il capitolo prende in esame il caso studio di Venice Immersive, sezione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nata come esposizione nel 2016, diventata concorso nel 2017 e successivamente collocata negli spazi dell'isola del Lazzaretto Vecchio. Esaminando il corpus delle opere in gara tra il 2019 e il 2024, lo studio traccia l'evoluzione tecnologica ed estetica del settore: il passaggio dai video lineari a 360° (3DoF) a forme più complesse come la VR roomscale (6DoF), la Mixed Reality (MR), il Metaverso e le installazioni site-specific o multiplayer. Infine, il contributo riflette sulla copertura mediatica e sul ruolo della critica. Viene messo in luce come la stampa (spesso non specializzata) tenda a raccontare le XR attraverso narrazioni incentrate sulla meraviglia tecnologica, la spettacolarità e il "futuro dell'audiovisivo". Inoltre, si sottolinea la costante tensione tra il canone estetico premiato nei festival (caratterizzato da brevità, controllo narrativo e interattività contenuta) e i reali canali di circolazione e distribuzione commerciale del settore.
(2026). «Now Make it Happen». Forme, spazi e processi per la costruzione di un canone estetico delle Extended Realities . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/335857
«Now Make it Happen». Forme, spazi e processi per la costruzione di un canone estetico delle Extended Realities
Boato, Anja
2026-01-01
Abstract
Il saggio si inserisce nel filone di ricerca dedicato al rapporto tra festival cinematografici ed Extended Realities (XR), analizzando come le manifestazioni festivaliere agiscano da laboratori per la definizione di un nuovo canone estetico post-cinematografico. Il capitolo prende in esame il caso studio di Venice Immersive, sezione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nata come esposizione nel 2016, diventata concorso nel 2017 e successivamente collocata negli spazi dell'isola del Lazzaretto Vecchio. Esaminando il corpus delle opere in gara tra il 2019 e il 2024, lo studio traccia l'evoluzione tecnologica ed estetica del settore: il passaggio dai video lineari a 360° (3DoF) a forme più complesse come la VR roomscale (6DoF), la Mixed Reality (MR), il Metaverso e le installazioni site-specific o multiplayer. Infine, il contributo riflette sulla copertura mediatica e sul ruolo della critica. Viene messo in luce come la stampa (spesso non specializzata) tenda a raccontare le XR attraverso narrazioni incentrate sulla meraviglia tecnologica, la spettacolarità e il "futuro dell'audiovisivo". Inoltre, si sottolinea la costante tensione tra il canone estetico premiato nei festival (caratterizzato da brevità, controllo narrativo e interattività contenuta) e i reali canali di circolazione e distribuzione commerciale del settore.Pubblicazioni consigliate
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