Il saggio indaga il ruolo dei festival cinematografici intrecciando la riflessione teorico-simbolica dei film festival studies con l'analisi concreta delle dinamiche lavorative e professionali che animano tali manifestazioni. Inserendosi nel dibattito sulle funzioni di gatekeeping e tastemaking, il testo illustra come i festival agiscano quali dispositivi di legittimazione estetica e di attribuzione di capitale simbolico, creando valore culturale in alternativa alle logiche puramente commerciali. A partire da tale cornice, il contributo sposta l'attenzione sulla dimensione materiale della produzione culturale, analizzando il modo in cui le strutture festivaliere definiscano competenze, ruoli e aspettative professionali. L'impianto teorico trova riscontro empirico nell'esame del Ca’ Foscari Short Film Festival, assunto come laboratorio privilegiato per la valorizzazione dei cortometraggi universitari, una tipologia di opere altrimenti priva di adeguati canali distributivi. Attraverso la formula di una manifestazione concepita e realizzata da studenti con la supervisione di professionisti, il festival si trasforma in un dispositivo pedagogico e formativo. Tale modello consente la maturazione di competenze trasversali e specialistiche nell'intero spettro dell'organizzazione festivaliera, abbracciando la curatela, la logistica, l'accoglienza, la comunicazione stampa e digitale, la produzione audiovisiva, la redazione dei paratesti e la lavorazione tecnica di sottotitolaggio.

(2026). Il lavoro culturale nei festival. Le professioni dello Short . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/335858

Il lavoro culturale nei festival. Le professioni dello Short

Boato, Anja
2026-01-01

Abstract

Il saggio indaga il ruolo dei festival cinematografici intrecciando la riflessione teorico-simbolica dei film festival studies con l'analisi concreta delle dinamiche lavorative e professionali che animano tali manifestazioni. Inserendosi nel dibattito sulle funzioni di gatekeeping e tastemaking, il testo illustra come i festival agiscano quali dispositivi di legittimazione estetica e di attribuzione di capitale simbolico, creando valore culturale in alternativa alle logiche puramente commerciali. A partire da tale cornice, il contributo sposta l'attenzione sulla dimensione materiale della produzione culturale, analizzando il modo in cui le strutture festivaliere definiscano competenze, ruoli e aspettative professionali. L'impianto teorico trova riscontro empirico nell'esame del Ca’ Foscari Short Film Festival, assunto come laboratorio privilegiato per la valorizzazione dei cortometraggi universitari, una tipologia di opere altrimenti priva di adeguati canali distributivi. Attraverso la formula di una manifestazione concepita e realizzata da studenti con la supervisione di professionisti, il festival si trasforma in un dispositivo pedagogico e formativo. Tale modello consente la maturazione di competenze trasversali e specialistiche nell'intero spettro dell'organizzazione festivaliera, abbracciando la curatela, la logistica, l'accoglienza, la comunicazione stampa e digitale, la produzione audiovisiva, la redazione dei paratesti e la lavorazione tecnica di sottotitolaggio.
2026
Boato, Anja
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