Obiettivo di questo capitolo è riflettere sui rapporti tra ricerca etnografica sui processi e le relazioni lavorative e pratiche di intervento sociale, a partire da una ricerca che ho condotto tra il 2010 e il 2017 sul lavoro dei migranti in agricoltura e sulle ristrutturazioni delle filiere agroalimentari, in particolare in Puglia, Basilicata ed Emilia-Romagna. Con “intervento sociale” intendo pratiche realizzate in una stretta interazione con individui e gruppi sociali marginali o subalterni, che hanno l'obiettivo di costruire esperienze – educative, economiche, di mutualismo – che migliorino concretamente, ma su piccolissima scala, l'esistenza delle persone coinvolte. Durante la ricerca ho collaborato a progetti di questo tipo, che hanno visto impegnati lavoratori migranti e persone solidali italiane: una scuola di italiano per braccianti migranti; produzioni agricole “senza sfruttamento”; la costruzione di una squadra di braccianti che autogestisse il collocamento, senza caporali. Nell’articolo si mostreranno successi e fallimenti di questo rapporto tra ricerca sul campo e intervento sociale.
“Sei un prete?”. Etnografia, mutualismo e intervento sociale nelle campagne della Basilicata
Perrotta, Domenico
2026-01-01
Abstract
Obiettivo di questo capitolo è riflettere sui rapporti tra ricerca etnografica sui processi e le relazioni lavorative e pratiche di intervento sociale, a partire da una ricerca che ho condotto tra il 2010 e il 2017 sul lavoro dei migranti in agricoltura e sulle ristrutturazioni delle filiere agroalimentari, in particolare in Puglia, Basilicata ed Emilia-Romagna. Con “intervento sociale” intendo pratiche realizzate in una stretta interazione con individui e gruppi sociali marginali o subalterni, che hanno l'obiettivo di costruire esperienze – educative, economiche, di mutualismo – che migliorino concretamente, ma su piccolissima scala, l'esistenza delle persone coinvolte. Durante la ricerca ho collaborato a progetti di questo tipo, che hanno visto impegnati lavoratori migranti e persone solidali italiane: una scuola di italiano per braccianti migranti; produzioni agricole “senza sfruttamento”; la costruzione di una squadra di braccianti che autogestisse il collocamento, senza caporali. Nell’articolo si mostreranno successi e fallimenti di questo rapporto tra ricerca sul campo e intervento sociale.Pubblicazioni consigliate
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