Nella tradizione pittorica cinquecentesca non si esaurisce la eco di un’iconografia femminile dove, grazie anche al contributo di Palma il Vecchio, artista più volte citato all’ombra di Tiziano, prende forma una bellezza matronale, fatta di corporeità morbide e allusioni sensuali. Evocazioni che sembrano fare dell’occhio l’inizio e la fine di un viaggio accolto nella Serenissima, crocevia di commerci e civiltà, come mappa di colori, forme ed erotismi in cui lo sguardo femminile fa da bussola, rintracciando anche contaminazioni a cavallo tra le atmosfere occidentali e orientali. Il richiamo è agli archetipi del poema amoroso Lejla e Majnun del persiano Nezami, alla scia orientalista delle odalische e bagnanti dipinte da Delacroix e Ingres, ma anche alla serie contemporanea di videoinstallazioni Women of Allah firmate Shirin Neshat. Se è inoltre vero che dietro ogni ritratto sopravvive un non detto, in Giovane donna di spalle di Palma persiste, ad esempio, l’impressione di una posa temporanea che esclude dalla vista il pittore, senza di fatto negarne la complicità. Una presenza assente, quella dell’artista, che ha permesso la composizione di una breve scena teatrale avente per protagonista un’anonima modella cui la voce di Palma risponde come in un ideale flusso di coscienza.

Un giardino in un giardino: obliquità dello sguardo femminile tra Occidente e Oriente: dal sensualismo di Palma al simbolismo lirico persiano

VALSECCHI, Giulia
2015-01-01

Abstract

Nella tradizione pittorica cinquecentesca non si esaurisce la eco di un’iconografia femminile dove, grazie anche al contributo di Palma il Vecchio, artista più volte citato all’ombra di Tiziano, prende forma una bellezza matronale, fatta di corporeità morbide e allusioni sensuali. Evocazioni che sembrano fare dell’occhio l’inizio e la fine di un viaggio accolto nella Serenissima, crocevia di commerci e civiltà, come mappa di colori, forme ed erotismi in cui lo sguardo femminile fa da bussola, rintracciando anche contaminazioni a cavallo tra le atmosfere occidentali e orientali. Il richiamo è agli archetipi del poema amoroso Lejla e Majnun del persiano Nezami, alla scia orientalista delle odalische e bagnanti dipinte da Delacroix e Ingres, ma anche alla serie contemporanea di videoinstallazioni Women of Allah firmate Shirin Neshat. Se è inoltre vero che dietro ogni ritratto sopravvive un non detto, in Giovane donna di spalle di Palma persiste, ad esempio, l’impressione di una posa temporanea che esclude dalla vista il pittore, senza di fatto negarne la complicità. Una presenza assente, quella dell’artista, che ha permesso la composizione di una breve scena teatrale avente per protagonista un’anonima modella cui la voce di Palma risponde come in un ideale flusso di coscienza.
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2015
Valsecchi, Giulia
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