This article explores the conceptual and methodological potential of the borderscaping approach to investigate the complexity of the border-migration nexus in the Mediterranean from the geopolitical level to the epistemological and historical-anthropological level, by encouraging a new interpretation of borders as a resource for constructing novel geopolitical and social imaginaries beyond the metaphor of the border as a line. Specifically, the borderscaping approach fosters alternative Mediterranean border imaginaries, which allow for the modern, state-centric geopolitical order to be called into question by raising three aspects: the politics-aesthetics nexus, the need for a genealogical perspective, and the relevance of a political and performative method. These conceptual and methodological insights are explored referring to an ethnographical research conducted in the Italian/Tunisian borderland, which is investigated zooming in on the urban space of Mazara del Vallo, in Sicily, and its relations with the city of Mahdia, in Tunisia. During the course of this research, working with young Tunisian migrants, who are born or live in Mazara, has been particularly interesting and has shown the chance for new conditions of possibility for agency that originates from inhabiting the Italian/Tunisian borderscape. This agency makes Tunisian youths the precursors and creators of a new and original form of Mediterranean-inspired citizenship based on a deep relationship, which is often denied by modern state-centric political geographies, between the political and the anthropological and emotional dimension, opening up the way to encourage new forms of political belonging that overcome modern political categorizations.

L’articolo riflette riguardo al potenziale concettuale e metodologico dell’approccio del borderscaping per indagare la complessità del nesso frontiere-migrazioni nel Mediterraneo dal punto di vista non solo geopolitico, ma anche epistemologico e storico-antropologico, incoraggiando una reinterpretazione delle frontiere come risorsa per la costruzione di inediti immaginari geopolitici e sociali, oltre la metafora della frontiera ridotta a linea. In particolare, l’approccio del borderscaping favorisce l’elaborazione di immaginari di frontiera mediterranei alternativi a quelli stato-centrici moderni, ponendo l’attenzione su tre argomenti: il nesso politica-estetica, l’urgenza di una prospettiva genealogica, l’importanza di un approccio metodologico politico e performativo. Le considerazioni concettuali e metodologiche presentate sono contestualizzate attraverso il riferimento a una ricerca etnografica condotta nella regione di frontiera italo/tunisiana con particolare riguardo, in essa, alle relazioni tra la città di Mazara del Vallo in Sicilia e Mahdia in Tunisia. Durante la ricerca è stato di particolare interesse il lavoro svolto con i giovani migranti di origini tunisine, che sono nati o vivono a Mazara, dal quale è emersa la possibilità di una nuova forma di agency che si origina nell’abitare il borderscape italo/tunisino. Tale agency fa di questi giovani migranti tunisini i precursori e i creatori di una nuova e originale forma di cittadinanza d’ispirazione mediterranea che, fondata sullo stretto legame, eluso dalle geografie politiche stato-centriche moderne, tra la dimensione politica e quella antropologica ed emozionale, apre alla possibilità di nuove forme di appartenenza politica oltre le essenzializzazioni moderne.

Borderscaping, o ripensare il nesso frontiere migrazioni nel Mediterraneo. Nuove agency politiche nella frontiera italo/tunisina

BRAMBILLA, Chiara
2016

Abstract

L’articolo riflette riguardo al potenziale concettuale e metodologico dell’approccio del borderscaping per indagare la complessità del nesso frontiere-migrazioni nel Mediterraneo dal punto di vista non solo geopolitico, ma anche epistemologico e storico-antropologico, incoraggiando una reinterpretazione delle frontiere come risorsa per la costruzione di inediti immaginari geopolitici e sociali, oltre la metafora della frontiera ridotta a linea. In particolare, l’approccio del borderscaping favorisce l’elaborazione di immaginari di frontiera mediterranei alternativi a quelli stato-centrici moderni, ponendo l’attenzione su tre argomenti: il nesso politica-estetica, l’urgenza di una prospettiva genealogica, l’importanza di un approccio metodologico politico e performativo. Le considerazioni concettuali e metodologiche presentate sono contestualizzate attraverso il riferimento a una ricerca etnografica condotta nella regione di frontiera italo/tunisiana con particolare riguardo, in essa, alle relazioni tra la città di Mazara del Vallo in Sicilia e Mahdia in Tunisia. Durante la ricerca è stato di particolare interesse il lavoro svolto con i giovani migranti di origini tunisine, che sono nati o vivono a Mazara, dal quale è emersa la possibilità di una nuova forma di agency che si origina nell’abitare il borderscape italo/tunisino. Tale agency fa di questi giovani migranti tunisini i precursori e i creatori di una nuova e originale forma di cittadinanza d’ispirazione mediterranea che, fondata sullo stretto legame, eluso dalle geografie politiche stato-centriche moderne, tra la dimensione politica e quella antropologica ed emozionale, apre alla possibilità di nuove forme di appartenenza politica oltre le essenzializzazioni moderne.
This article explores the conceptual and methodological potential of the borderscaping approach to investigate the complexity of the border-migration nexus in the Mediterranean from the geopolitical level to the epistemological and historical-anthropological level, by encouraging a new interpretation of borders as a resource for constructing novel geopolitical and social imaginaries beyond the metaphor of the border as a line. Specifically, the borderscaping approach fosters alternative Mediterranean border imaginaries, which allow for the modern, state-centric geopolitical order to be called into question by raising three aspects: the politics-aesthetics nexus, the need for a genealogical perspective, and the relevance of a political and performative method. These conceptual and methodological insights are explored referring to an ethnographical research conducted in the Italian/Tunisian borderland, which is investigated zooming in on the urban space of Mazara del Vallo, in Sicily, and its relations with the city of Mahdia, in Tunisia. During the course of this research, working with young Tunisian migrants, who are born or live in Mazara, has been particularly interesting and has shown the chance for new conditions of possibility for agency that originates from inhabiting the Italian/Tunisian borderscape. This agency makes Tunisian youths the precursors and creators of a new and original form of Mediterranean-inspired citizenship based on a deep relationship, which is often denied by modern state-centric political geographies, between the political and the anthropological and emotional dimension, opening up the way to encourage new forms of political belonging that overcome modern political categorizations.
Brambilla, Chiara
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8.Chiara Brambilla BORDERSCAPING, O RIPENSARE IL NESSO FRONTIERE MIGRAZIONI NEL MEDITERRANEO. NUOVE AGENCY POLITICHE NELLA FRONTIERA ITALOTUNISINA.pdf

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