Starting from the genealogy of the twentieth-century factory, understood as a space that separates design from execution and standardizes time and motion, the paper examines how contemporary automation and AI systems extend that rationalization beyond the technicalorganizational plane, reshaping the cognitive and temporal dimensions of work as well. The research question is: how do these technologies reconfigure the formation of the person at work and, by which pedagogical criteria, can agency, practical judgment, and cooperation be preserved beyond mere training? The analysis identifies three outcomes: a questioning of the “operative subject” within automated processes; the emergence of “machine-time,” which synchronizes procedures and constricts spaces for reflection; and the need for a pedagogical framework that treats work as an intentional, situated formative experience. From this follow several operational indications: align formative aims with metrics; carve out structured moments of reflection-in-action; and govern organizational time so as to preserve room for human decision-making and responsibility

Muovendo dalla genealogia della fabbrica novecentesca, intesa come spazio che separa progettazione ed esecuzione e norma tempi e gesti, il contributo considera come l’automazione contemporanea e i sistemi di IA estendano quella razionalizzazione oltre il piano tecnico-organizzativo, incidendo anche sulle dimensioni cognitive e temporali del lavoro. La domanda di ricerca è: in che modo tali tecnologie riconfigurano la formazione della persona che lavora e, con quali criteri pedagogici, è possibile preservare agentività, giudizio pratico e cooperazione oltre la mera addestratività? L’analisi individua tre esiti: una messa in discussione della “soggettività operante” nei processi automatizzati; l’emergere di un “tempo-macchina” che sincronizza procedure e riduce gli spazi di riflessione; la necessità di una cornice pedagogica che assuma il lavoro come esperienza formativa intenzionale e situata. Ne derivano alcune indicazioni operative, come allineare scopi formativi e metriche, ritagliare momenti strutturati di riflessione-in-azione e governare i tempi organizzativi per mantenere spazi di decisione e responsabilità umana

(2025). Dal soggetto operante al tempo macchina: una riflessione pedagogica sull’automazione del lavoro = From the working agent to machine time: a pedagogical reflection on the automation of work [journal article - articolo]. In PAMPAEDIA. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/314545

Dal soggetto operante al tempo macchina: una riflessione pedagogica sull’automazione del lavoro = From the working agent to machine time: a pedagogical reflection on the automation of work

Capriotti, Virginia
2025-01-01

Abstract

Starting from the genealogy of the twentieth-century factory, understood as a space that separates design from execution and standardizes time and motion, the paper examines how contemporary automation and AI systems extend that rationalization beyond the technicalorganizational plane, reshaping the cognitive and temporal dimensions of work as well. The research question is: how do these technologies reconfigure the formation of the person at work and, by which pedagogical criteria, can agency, practical judgment, and cooperation be preserved beyond mere training? The analysis identifies three outcomes: a questioning of the “operative subject” within automated processes; the emergence of “machine-time,” which synchronizes procedures and constricts spaces for reflection; and the need for a pedagogical framework that treats work as an intentional, situated formative experience. From this follow several operational indications: align formative aims with metrics; carve out structured moments of reflection-in-action; and govern organizational time so as to preserve room for human decision-making and responsibility
articolo
2025
Muovendo dalla genealogia della fabbrica novecentesca, intesa come spazio che separa progettazione ed esecuzione e norma tempi e gesti, il contributo considera come l’automazione contemporanea e i sistemi di IA estendano quella razionalizzazione oltre il piano tecnico-organizzativo, incidendo anche sulle dimensioni cognitive e temporali del lavoro. La domanda di ricerca è: in che modo tali tecnologie riconfigurano la formazione della persona che lavora e, con quali criteri pedagogici, è possibile preservare agentività, giudizio pratico e cooperazione oltre la mera addestratività? L’analisi individua tre esiti: una messa in discussione della “soggettività operante” nei processi automatizzati; l’emergere di un “tempo-macchina” che sincronizza procedure e riduce gli spazi di riflessione; la necessità di una cornice pedagogica che assuma il lavoro come esperienza formativa intenzionale e situata. Ne derivano alcune indicazioni operative, come allineare scopi formativi e metriche, ritagliare momenti strutturati di riflessione-in-azione e governare i tempi organizzativi per mantenere spazi di decisione e responsabilità umana
Capriotti, Virginia Santa
(2025). Dal soggetto operante al tempo macchina: una riflessione pedagogica sull’automazione del lavoro = From the working agent to machine time: a pedagogical reflection on the automation of work [journal article - articolo]. In PAMPAEDIA. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/314545
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