Il saggio indaga la rappresentazione della figura paterna nella letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, dalle fiabe dei Fratelli Grimm fino alla narrativa contemporanea, attraverso una prospettiva pedagogica e simbolica. Muovendo da una celebre riflessione di P. L. Travers — secondo cui leggere i Grimm significa «imparare a diventare donna» — il contributo sostiene che la letteratura per ragazzi non abbia la funzione di proteggere dalla paura, bensì di renderla abitabile. In questa prospettiva, i padri distruttivi non si configurano semplicemente come antagonisti morali, ma come dispositivi simbolici attraverso cui le narrazioni mettono in scena conflitti universali tra autorità e cura, dipendenza e autonomia. L’analisi attraversa tre grandi stagioni narrative. Nelle fiabe dei Grimm emergono padri violenti, pavidi o complici del male, la cui distruttività assume una funzione iniziatica, costringendo il soggetto alla separazione e alla ricerca di sé. Nella letteratura ottocentesca, invece, la centralità della figura dell’orfano, da Charles Dickens a Mark Twain, da Hector Malot a Lucy Maud Montgomery, riflette una diffusa condizione storica di abbandono e sfruttamento, ma anche un paradossale spazio di libertà e autodeterminazione rispetto a un patriarcato oppressivo. Nella narrativa novecentesca, infine, la crisi della paternità si radicalizza: il padre non rappresenta più soltanto un ostacolo da superare, ma una forza disgregante capace di frammentare l’identità.

(2026). Il lato oscuro. Padri distruttivi e questioni educative dai Grimm alla letteratura giovanile del Novecento . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/327185

Il lato oscuro. Padri distruttivi e questioni educative dai Grimm alla letteratura giovanile del Novecento

Mazzini, Alessandra
2026-01-01

Abstract

Il saggio indaga la rappresentazione della figura paterna nella letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, dalle fiabe dei Fratelli Grimm fino alla narrativa contemporanea, attraverso una prospettiva pedagogica e simbolica. Muovendo da una celebre riflessione di P. L. Travers — secondo cui leggere i Grimm significa «imparare a diventare donna» — il contributo sostiene che la letteratura per ragazzi non abbia la funzione di proteggere dalla paura, bensì di renderla abitabile. In questa prospettiva, i padri distruttivi non si configurano semplicemente come antagonisti morali, ma come dispositivi simbolici attraverso cui le narrazioni mettono in scena conflitti universali tra autorità e cura, dipendenza e autonomia. L’analisi attraversa tre grandi stagioni narrative. Nelle fiabe dei Grimm emergono padri violenti, pavidi o complici del male, la cui distruttività assume una funzione iniziatica, costringendo il soggetto alla separazione e alla ricerca di sé. Nella letteratura ottocentesca, invece, la centralità della figura dell’orfano, da Charles Dickens a Mark Twain, da Hector Malot a Lucy Maud Montgomery, riflette una diffusa condizione storica di abbandono e sfruttamento, ma anche un paradossale spazio di libertà e autodeterminazione rispetto a un patriarcato oppressivo. Nella narrativa novecentesca, infine, la crisi della paternità si radicalizza: il padre non rappresenta più soltanto un ostacolo da superare, ma una forza disgregante capace di frammentare l’identità.
scientifica
Italiano
2026
L’onda lunga del patriarcato. Studi di Letteratura per l’infanzia
Todaro, Letterio
cartaceo
9788867099405
59
80
Italy
Anicia
esperti anonimi
Settore PAED-01/B - Storia della pedagogia e dell'educazione
Letteratura per l'infanzia e l'adolescenza; rappresentazione della paternità; patriarcato; formazione identitaria
info:eu-repo/semantics/bookPart
(2026). Il lato oscuro. Padri distruttivi e questioni educative dai Grimm alla letteratura giovanile del Novecento . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/327185
reserved
1.2 Contributi in volume - Book chapters::1.2.01 Contributi in volume (Capitoli o Saggi) - Book Chapters/Essays
Non definito
Mazzini, Alessandra
1
268
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