La sinestesia, intesa come attivazione automatica e non intenzionale di un canale sensoriale a partire da uno stimolo di diversa natura, è oggetto di crescente attenzione per le sue potenziali implicazioni nei processi di apprendimento. Nonostante numerosi studi abbiano indagato l’impatto dell’apprendimento sulla sinestesia, resta limitata la letteratura che esamina l’utilizzo intenzionale di esperienze sinestetiche (in particolare tramite supporti tecnologici) per favorire l’acquisizione di nuovi contenuti. Muovendo dal costrutto di intentional synesthesia e dalle tecnologie sinestetiche ad esso associate, il presente lavoro propone una scoping review volta a esplorare l’impiego di tali supporti nei contesti educativi. La revisione, condotta secondo il framework di Arksey e O’Malley, ha previsto la formulazione di quesiti di ricerca, l’identificazione e selezione degli studi, il tracciamento dei documenti e la sintesi dei risultati. Dalle 2.783 pubblicazioni iniziali, l’applicazione dei criteri di selezione ha condotto all’inclusione di 5 studi. I risultati evidenziano un interesse concentrato nei domini artistico, musicale e, più recentemente, STEM, ma anche una certa ambivalenza terminologica relativa al ruolo delle tecnologie sinestetiche come semplici supporti o come mediatori dell’apprendimento. L’esiguità degli studi disponibili suggerisce la necessità di ulteriori ricerche per definire cornici concettuali condivise e orientare future indagini sistematiche.
(2026). Supporti tecnologici sinestetici per l’apprendimento. Prima scoping review . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/332506
Supporti tecnologici sinestetici per l’apprendimento. Prima scoping review
Beri, Arianna;
2026-01-01
Abstract
La sinestesia, intesa come attivazione automatica e non intenzionale di un canale sensoriale a partire da uno stimolo di diversa natura, è oggetto di crescente attenzione per le sue potenziali implicazioni nei processi di apprendimento. Nonostante numerosi studi abbiano indagato l’impatto dell’apprendimento sulla sinestesia, resta limitata la letteratura che esamina l’utilizzo intenzionale di esperienze sinestetiche (in particolare tramite supporti tecnologici) per favorire l’acquisizione di nuovi contenuti. Muovendo dal costrutto di intentional synesthesia e dalle tecnologie sinestetiche ad esso associate, il presente lavoro propone una scoping review volta a esplorare l’impiego di tali supporti nei contesti educativi. La revisione, condotta secondo il framework di Arksey e O’Malley, ha previsto la formulazione di quesiti di ricerca, l’identificazione e selezione degli studi, il tracciamento dei documenti e la sintesi dei risultati. Dalle 2.783 pubblicazioni iniziali, l’applicazione dei criteri di selezione ha condotto all’inclusione di 5 studi. I risultati evidenziano un interesse concentrato nei domini artistico, musicale e, più recentemente, STEM, ma anche una certa ambivalenza terminologica relativa al ruolo delle tecnologie sinestetiche come semplici supporti o come mediatori dell’apprendimento. L’esiguità degli studi disponibili suggerisce la necessità di ulteriori ricerche per definire cornici concettuali condivise e orientare future indagini sistematiche.| File | Dimensione del file | Formato | |
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