L’intervista a Francesco Casetti, realizzata in occasione della sua nomina a membro della Giuria internazionale dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, riflette sul ruolo contemporaneo della teoria e degli studi sul cinema all’interno delle istituzioni culturali. Casetti discute la specificità dello sguardo dello studioso rispetto a quello del critico e dei professionisti dell’industria, individuando nella capacità di formulare le domande appropriate una delle funzioni fondamentali della ricerca. L’intervista affronta inoltre il rapporto tra università e festival cinematografici, considerati non soltanto come luoghi di esposizione e valorizzazione dei film, ma come spazi di formazione, ricerca, confronto e produzione culturale. Un ulteriore nucleo riguarda la natura del giudizio critico nell’epoca degli algoritmi e delle piattaforme: contro l’idea di una valutazione oggettiva e automatizzabile, Casetti rivendica un giudizio necessariamente problematico, composito e attraversato da tensioni. Ne emerge una concezione dei film studies come pratica capace di interrogare le relazioni tra forme cinematografiche, trasformazioni sociali, istituzioni culturali ed esperienza spettatoriale.
(2026). Un teorico a Venezia. Intervista a Francesco Casetti [interview (as an interviewer) - intervista (come intervistatore)]. Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/335866
Un teorico a Venezia. Intervista a Francesco Casetti
D'Aloia, Adriano
2026-07-29
Abstract
L’intervista a Francesco Casetti, realizzata in occasione della sua nomina a membro della Giuria internazionale dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, riflette sul ruolo contemporaneo della teoria e degli studi sul cinema all’interno delle istituzioni culturali. Casetti discute la specificità dello sguardo dello studioso rispetto a quello del critico e dei professionisti dell’industria, individuando nella capacità di formulare le domande appropriate una delle funzioni fondamentali della ricerca. L’intervista affronta inoltre il rapporto tra università e festival cinematografici, considerati non soltanto come luoghi di esposizione e valorizzazione dei film, ma come spazi di formazione, ricerca, confronto e produzione culturale. Un ulteriore nucleo riguarda la natura del giudizio critico nell’epoca degli algoritmi e delle piattaforme: contro l’idea di una valutazione oggettiva e automatizzabile, Casetti rivendica un giudizio necessariamente problematico, composito e attraversato da tensioni. Ne emerge una concezione dei film studies come pratica capace di interrogare le relazioni tra forme cinematografiche, trasformazioni sociali, istituzioni culturali ed esperienza spettatoriale.| File | Dimensione del file | Formato | |
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