L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno globale con profonde implicazioni per le politiche urbane e la pianificazione degli spazi pubblici. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO, 2024), la percentuale di persone con più di 60 anni raddoppierà quasi tra il 2015 e il 2050, passando dal 12% al 22%, con una crescita esponenziale delle persone di età superiore agli 80 anni. L’Italia, in particolare, rappresenta uno dei Paesi più anziani al mondo, con un processo di invecchiamento accelerato rispetto al resto d’Europa, soprattutto nelle città di medie dimensioni. Questo fenomeno solleva interrogativi urgenti sulla publicness degli spazi urbani, ossia la loro capacità di essere inclusivi, accessibili e adeguati alle esigenze della popolazione anziana. Lo spazio pubblico non è solo un luogo di transito o aggregazione, ma un elemento chiave per la qualità della vita e il benessere della popolazione anziana. In tale contesto, il concetto di Aging in Place (AIP), ovvero la possibilità per gli anziani di continuare a vivere nel proprio ambiente abituale, assume un ruolo centrale nel ripensare le città e gli spazi pubblici. Il presente contributo esplora il ruolo degli spazi urbani, di un contesto soggetto al cambiamento climatico, nel condizionare le scelte localizzative e le pratiche d’uso delle popolazioni anziane. Queste riflessioni si inseriscono nella ricerca interdisciplinare CASA (“Invecchiare nelle città-medie: come le Condizioni Abitative e gli spazi urbani possono ridurre o aumentare le opportunità per la longevità in Salute”) coordinata dal Centre for Healthy Longevity dell’Università degli studi di Bergamo e finanziato nell’ambito del bando a cascata dello Spoke 1 di AGE-IT – Ageing Well in an Ageing Society.

(2026). Aging in Place nelle città medie italiane: il caso di Bergamo tra spazio pubblico e qualità della vita . Retrieved from https://hdl.handle.net/10446/332166

Aging in Place nelle città medie italiane: il caso di Bergamo tra spazio pubblico e qualità della vita

Garda, Emanuele;Morganti, Francesca;Rodeschini, Marta;Butti, Stefania
2026-01-01

Abstract

L’invecchiamento della popolazione è un fenomeno globale con profonde implicazioni per le politiche urbane e la pianificazione degli spazi pubblici. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO, 2024), la percentuale di persone con più di 60 anni raddoppierà quasi tra il 2015 e il 2050, passando dal 12% al 22%, con una crescita esponenziale delle persone di età superiore agli 80 anni. L’Italia, in particolare, rappresenta uno dei Paesi più anziani al mondo, con un processo di invecchiamento accelerato rispetto al resto d’Europa, soprattutto nelle città di medie dimensioni. Questo fenomeno solleva interrogativi urgenti sulla publicness degli spazi urbani, ossia la loro capacità di essere inclusivi, accessibili e adeguati alle esigenze della popolazione anziana. Lo spazio pubblico non è solo un luogo di transito o aggregazione, ma un elemento chiave per la qualità della vita e il benessere della popolazione anziana. In tale contesto, il concetto di Aging in Place (AIP), ovvero la possibilità per gli anziani di continuare a vivere nel proprio ambiente abituale, assume un ruolo centrale nel ripensare le città e gli spazi pubblici. Il presente contributo esplora il ruolo degli spazi urbani, di un contesto soggetto al cambiamento climatico, nel condizionare le scelte localizzative e le pratiche d’uso delle popolazioni anziane. Queste riflessioni si inseriscono nella ricerca interdisciplinare CASA (“Invecchiare nelle città-medie: come le Condizioni Abitative e gli spazi urbani possono ridurre o aumentare le opportunità per la longevità in Salute”) coordinata dal Centre for Healthy Longevity dell’Università degli studi di Bergamo e finanziato nell’ambito del bando a cascata dello Spoke 1 di AGE-IT – Ageing Well in an Ageing Society.
2026
Garda, Emanuele; Morganti, Francesca; Rodeschini, Marta; Butti, Stefania
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